Come fare un logo aziendale che funziona

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Non ci stancheremo mai di ripeterlo: il logo per un’azienda, oggi, è molto di più di un semplice segno grafico. È uno degli elementi che contribuiscono a creare la cosiddetta brand identity, di cui abbiamo parlato diffusamente in questo post. Il logo, dunque, fa parte di quegli elementi che esprimono la personalità di un’azienda verso l’esterno.

È il nostro modo di rappresentarci agli altri. È come vogliamo essere percepiti.

Il logo è portatore di un messaggio, della proposta di valore del tuo brand. Ti deve rendere riconoscibile, per poter attirare una vasta platea di clienti.

Deve essere memorabile per un pubblico che così ti vede, ti riconosce, comprende a fondo il tuo valore e ti acquista (e poi ti riacquista).

In questo post vediamo come si fa un logo aziendale che funziona:

  • le cose da fare prima di pensare al logo;
  • la fase di ricerca e brainstorming;
  • gli elementi essenziali di un logo;
  • il ruolo cruciale del colore nei loghi;
  • semplicità nei loghi;
  • loghi che funzionano.

Le cose da fare prima di pensare al logo

Il punto di partenza non è fare uno sketch di un disegno che ti piace, o provare a scrivere il nome del tuo brand con vari font. Siamo ancora lontani da quella fase. Per cominciare, devi ragionare sul tuo business nel complesso e in particolare devi:

  • mettere a fuoco la tua mission e la tua proposta di valore;
  • avere ben chiaro chi è il tuo target. Quale tipo di persona cercherà i tuoi prodotti su quello scaffale? Ti contatterà per un preventivo dei tuoi servizi? Hai fatto una bella analisi delle tue buyer personas? Le buyer personas sono dei modelli teorici, ma molto verosimili, di tuoi consumatori e consumatrici, e ti aiutano a individuare comuni caratteristiche demografiche, culturali, socio-economiche, ecc.;
  • comprendere a fondo i bisogni del target che soddisfi con i tuoi prodotti e servizi;
  • fare un’analisi dei tuoi competitor. Studia a fondo le altre aziende che operano nel tuo stesso settore e che vendono prodotti o servizi simili. Studia le scelte grafiche dei loro loghi: font, colori, forme, tutto può tornarti utile per la fase successiva. La tua scelta finale potrebbe anche andare del tutto controcorrente! Se nel tuo settore i loghi sono spesso in stile retrò, tu potresti propendere per un minimalismo spinto ed elegante. In questo modo, puoi staccarti dalla massa ed emergere agli occhi dei tuoi clienti e delle tue clienti.

Possono sembrarti, a prima vista, riflessioni superflue e scollegate dalla ricerca del logo, ma non è affatto così. Come ti dicevamo all’inizio, anche il logo contribuisce a definire la tua identità di marca. Se hai le idee chiare sulla tua proposta e sul tuo target, sarà più facile individuare, nelle prossime fasi, un logo coerente che ti rispecchi a fondo.

La fase di ricerca e brainstorming

Partiamo da una premessa. Qui a Way immaginiamo che tu ti rivolgerai, per la progettazione del tuo logo, a un@ professionista o a un’agenzia strutturata, proprio come la nostra. L’ipotesi di affidarsi a un@ amic@ o al/la cugin@ non vogliamo nemmeno prenderla in considerazione: stai pur cert@ che il presunto risparmio che potrai ottenere sarà controbilanciato in negativo da un lavoro non professionale.

Anche se ti affidi a un@ grafic@ professionista, tuttavia, dovrai essere in grado di fornirgli o fornirle qualche indicazione. Non ti consigliamo di arrivare alla riunione preliminare, senza qualche idea sulle tue preferenze. 

Cerca di dare al/la professionista a cui ti stai rivolgendo degli spunti da cui partire per il suo brainstorming. Fornisci esempi di loghi che ti piacciono, ma anche suggerimenti di stili e colori

Il nostro consiglio è quello di portare anche esempi di grafiche e brand che proprio non ti piacciono, così da escludere alcune strade, in modo da concentrarsi solo su quelle che ti convincono di più. 

Se poi ne hai le capacità, puoi addirittura fare uno step ulteriore e portare dei bozzetti disegnati. Anche in questo caso si tratta di indicazioni utili, che un@ grafic@ professionista saprà processare e trasformare in proposte concrete, evitando di perdere tempo (prezioso per lui/lei e per te) inseguendo percorsi poco interessanti.

Un’alternativa sempre utile al disegno manuale sono le bacheche digitali. Ci capita spesso di aprire delle board di Pinterest, condivise con i/le nostr@ clienti, per raccogliere esempi del look and feel del suo futuro logo. Non mettiamo freni alla sua fantasia: possono essere fotografie, disegni, fumetti, marmi, carte da parati, graffiti, tutto quello che il o la cliente ritiene visivamente gradevole e adatto, anche in linea molto teorica, al suo brand.

Gli elementi essenziali di un logo

In genere un logo è composto da due elementi: il primo è la parte grafica, che si chiama “pittogramma”. È un elemento creativo più astratto, che identifica la tua impresa. Può contenere un riferimento esplicito ai prodotti/servizi che vendi, come il panda nel logo del WWF, oppure essere più astratto e simbolico, come la mela di Apple o il baffo di Nike.

La scelta è davvero vasta e, anche per questo, è necessario arrivare a questa fase creativa dopo aver messo bene a fuoco tutti gli elementi di cui ti ho parlato prima.

Sicuramente, le tendenze più contemporanee favoriscono scelte meno letterali. Non pensare di dover per forza inserire nel tuo logo un cappello da chef, se apri un ristorante; oppure il profilo di una ciotola raku, se produci vasellame. Meglio puntare sulla creatività, facendo emergere tutta la tua personalità. 

Il secondo elemento è la scritta, cioè il “logotipo”. Qui entra in gioco la fondamentale scelta del font, che può influenzare, in modo decisivo, la percezione del tuo brand. Non va curata soltanto la sua leggibilità, ma anche le dimensioni, la presenza di grassetti, corsivi, ecc. Immagina di vedere il tuo logo in dimensioni diverse e in contesti differenti: dovrà sempre essere visibile (e leggibile)

Una scelta potrebbe essere quella di usare soltanto il logotipo, tralasciando il pittogramma. Se ci pensi, moltissimi loghi sono così: Coca Cola, Google, Disney, sono tutti esempi di marchi in cui il logo è composto dal solo logotipo. È sicuramente una scelta coraggiosa, ma può essere vincente.

Se opti invece per un logo composto da pittogramma + logotipo dovrai verificare che si bilancino. Spazi e dimensioni vanno definiti con precisione, in modo che il logo abbia un buon equilibrio compositivo.

Il ruolo cruciale del colore nei loghi

I colori giocano un ruolo cruciale, nella percezione della tua identità di marca. Per maggiori dettagli, ti rimando al nostro post sulla psicologia del colore, in cui abbiamo già affrontato questo discorso. Qui ti riportiamo in breve i significati (in termini di percezione) di ogni colore dello spettro:

  • Rosso: passione, forza, energia, pericolo, rabbia (“vedo rosso”).
  • Rosa: tenero, romantico, da proteggere. 
  • Arancione: energetico, allegro, giovane.
  • Giallo: ottimista, giovane, allegro, caldo, luminoso, estivo, spontaneo, pieno di speranza.
  • Verde: rilassante, pacifico, ecologico, speranzoso, armonico, stabile. Richiama subito la natura e la salute.
  • Blu: un colore che evoca saggezza, calma, fiducia, stabilità e professionalità. È un colore notturno, elegante.
  • Viola: spirituale, regale, saggio, elegante. È un colore che evoca lusso e mistero. 
  • Bianco: puro, innocente, sensibile, semplice, minimale.
  • Nero: potente, elegante, sofisticato.

La semplicità paga

Sappiamo bene che la costruzione di un logo è un processo complesso, e proprio per questo è bene seguire la massima keep it simple

Un buon logo è semplice, diretto, non crea confusione, non è composto da tanti elementi. Se ci sono troppe informazioni, il tuo pubblico rischia di perdersi e – cosa anche peggiore – di dimenticarti. Se usi font diversi, potresti risultare poco leggibile. Se i colori non sono bilanciati e il logo si confonde con lo sfondo, o se le forme del segno grafico non sono chiare, il tuo pubblico rischia di non percepirti nel modo giusto. Soprattutto, rischi di non diventare memorabile, nel senso più letterale del termine.

Pensa sempre al baffo della Nike, alla mela della Apple, o alla scelta di Google di avere soltanto un semplice, pulitissimo logotipo: la semplicità paga.

Alcuni dei nostri lavori

Il primo è quello dell’ingegnere Giovanni Luca, che si occupa di certificazioni energetiche.

Il lavoro di verifica, utile a ottenere la certificazione, viene svolto direttamente a casa delle persone: Giovanni voleva un logo che lo facesse percepire come affidabile e che rassicurasse le persone.

Non solo, Giovanni voleva apparire serio e professionale. Lo abbiamo fatto con un logo pulito e dal forte impatto geometrico.

I colori scelti sono quelli delle classi energetiche, mentre il disegno e le linee riprendono quelli delle strutture dei condomini che rappresentano il bacino di utenza principale dell’ingegnere.

Giovanni è serio e affidabile, ma è anche giovane, per cui abbiamo optato per un font moderno e un grigio chiaro per il logotipo che crea un bel contrasto con il mix giocoso dei colori del pittogramma.

Il secondo logo è quello di Utopia Studio, uno studio di interior design, gestito da 3 giovani professioniste dai caratteri molto diversi, ma accomunate dalla voglia di creare insieme qualcosa di innovativo.

Per questo abbiamo scelto un logo che si fa notare subito ed emerge dallo sfondo scuro.

I tre colori scelti sono quelli primari: ciano, magenta e giallo. Freschi, vivaci e brillanti, rappresentano le titolari e sono stati separati solo nei biglietti da visita personali. Nell’immagine dello studio restano sempre uniti e associati al bianco. Questa alternanza dei colori permette di leggere senza problemi il logotipo, che è volutamente una parola unica. 

Il font è un moderno sans-serif geometrico. Riprende il Carattere Universale voluto da Gropius per la Bauhaus e disegnato da Bayer: un font che rompe le regole, trasmette un messaggio di innovazione, idealista proprio come la parola “Utopia”.

Come fare un logo aziendale che funziona

Il terzo e ultimo logo è quello del dottor Ernesto Ferrara, titolare di uno studio di medicina estetica.

Ernesto voleva comunicare ai suoi e alle sue clienti bellezza, eleganza, naturalezza. Per lui è centrale che la medicina estetica venga percepita come qualcosa che valorizza la bellezza già esistente, non come qualcosa che snatura la persona. 

Ernesto, inoltre, teneva molto che le sue iniziali fossero incluse nel logo. Per questo motivo, con la E e con la F abbiamo elaborato un volto sereno, con linee morbide e semplici che riprendono, appunto, il concetto di bellezza naturale.

I colori, blu e grigio chiari, sono tipici dell’ambito medico e professionale, ma in una variante accogliente e delicata, proprio come i trattamenti proposti dal dr. Ferrara. 

Il font è ispirato alle lettere romane antiche, un carattere classico reso moderno e armonico grazie al leggero accenno delle grazie. Le linee richiamano la morbidezza e la sinuosità delle curve del corpo umano, sempre per restare in tema.

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Alessandro
Founder di WAY e web designer esperto
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