Nuove riflessioni, due articoli da leggere, una guida da scaricare e un consiglio che viene da lontano
Cara lettrice e caro lettore di BY THE WAY,
maggio è stato un mese in movimento, sotto molti punti di vista.
Ho viaggiato spesso, iniziato nuovi progetti, conosciuto realtà diverse. E, tra una cosa e l’altra, ho compiuto anche gli anni.
Ogni volta, il compleanno diventa per me una piccola pausa.
Un momento per rimettere a fuoco le cose, come quando svuoti la scrivania per fare ordine: capire cosa resta, cosa si sposta, cosa non serve più.
Ho lavorato con persone che si occupano di formazione, crescita personale, relazioni.
Sono stata contattata da professionisti e professioniste in difficoltà perché il proprio sito non li/e rappresenta più, o perché è diventato difficile da usare.
Ho partecipato per la prima volta agli Accessibility Days, un evento in cui l’accessibilità non era solo un tema, ma una condizione concreta: tutto era pensato perché le persone con disabilità potessero partecipare in autonomia. Due giornate in cui ho messo in discussione abitudini e certezze legate a quello che faccio ogni giorno.
Ecco perché oggi ti parlo di libertà: la libertà di prendersi cura del proprio sito web, di raccontarsi in autonomia, di avere il controllo del proprio lavoro (e spero della propria vita) senza dover chiedere il permesso.
Anche questo, per noi, è consapevolezza. E anche da qui comincia un progetto fatto bene.

Consapevolezza e partecipazione: l’importanza della prima call
Negli ultimi giorni ho parlato con molte persone in un momento di transizione.
Hanno voglia di cambiare qualcosa nella loro comunicazione, ma non sanno bene da dove partire.
E il primo passo, quasi sempre, è una call.
Un incontro breve, ma importante. Serve a capire se chi hai davanti ti ascolta davvero, se riesce a cogliere le tue esigenze anche quando non hai ancora trovato le parole giuste.
Non serve avere le idee chiarissime né una strategia definita.
Ma arrivare un minimo preparati — con qualche informazione, qualche dubbio, qualche domanda — fa una grande differenza. Sia per te, che puoi capire se sei nel posto giusto. Sia per noi, che possiamo capire se e come possiamo aiutarti.
Nel primo blog post di questo mese abbiamo parlato di:
- cosa portare al primo incontro per renderlo utile (senza stress)
- quali domande farti e fare, per orientare la conversazione
- cosa aspettarti da una consulenza fatta bene (niente promesse miracolose, ma metodo e ascolto)
Leggi l’articolo “Come prepararti all’incontro con un* web designer“

Prendersi cura del proprio sito web: progettare per l’autonomia
Una delle esigenze che ci viene espressa più spesso è poter gestire il sito in autonomia.
Non solo aggiornare il blog o caricare un prodotto, ma anche modificare una sezione, cambiare un testo, organizzare una pagina.
Eppure, molti siti non lo permettono.
Il motivo? Backend caotici, voci inutili, sezioni bloccate o rese inaccessibili a chi non ha competenze tecniche.
Siti che, invece di aiutare, ostacolano il lavoro quotidiano.
Noi partiamo da un principio semplice: se il sito è uno strumento di lavoro, deve funzionare anche senza il nostro intervento continuo.
Nel nuovo articolo del blog ti raccontiamo:
- come progettiamo fin dal backend per garantire semplicità d’uso
- perché questa autonomia è una questione strategica, non tecnica
- quali vantaggi porta nel lavoro quotidiano: aggiornamenti più veloci, meno dipendenza, più controllo
Leggi l’articolo “Gestire un sito in autonomia è davvero possibile?“

Il tuo sito è online. E adesso?
Quando un sito va online, spesso si tira un sospiro di sollievo.
Ma in realtà è lì che comincia il lavoro: aggiornamenti, performance, sicurezza, contenuti.
Tutte attività che richiedono attenzione e una buona organizzazione.
E se l’autonomia è una scelta progettuale, allora va anche accompagnata dagli strumenti giusti.
Per questo abbiamo preparato una checklist post-lancio, pensata per chi vuole prendersi cura del proprio sito web in modo più consapevole e con meno stress.
Dentro trovi:
- i controlli da fare appena il sito è online (che, se l’abbiamo realizzato noi, sono già stati fatti — ma è utile ricontrollarli più avanti)
- le attività da monitorare ogni mese per tenere tutto in ordine
- delle sezioni specifiche se gestisci un blog, un e-commerce o un portfolio
Puoi stamparla, salvarla in una cartella del desktop o tenerla a portata di mano.
Come preferisci, purché ti aiuti a usare il tuo sito con più autonomia e meno frizioni.

Ispirazioni per visionari digitali
Questo mese mi sono spostata molto.
Ho preso treni, aerei, lavorato in posti diversi, avviato progetti nuovi, alcuni più complessi del solito.
Eppure, più che dai viaggi, le esperienze che mi hanno lasciato qualcosa sono quelle in cui ho deciso di mettermi alla prova.
Ho volato in mongolfiera. E anche se all’inizio mi tremavano le gambe, ho capito che la bellezza si trova spesso proprio dove fa un po’ paura guardare.
Durante gli Accessibility Days ho partecipato a un percorso al buio e vissuto una simulazione di sordità.
In alcuni momenti mi sono sentita disorientata, e ho dovuto affidarmi a chi — nella vita reale — affronta quegli ostacoli ogni giorno. In quel contesto, io ero quella “non abile”, e chi di solito viene considerato/a meno abile di me, mi ha aiutata a uscirne.
E allora mi sono chiesta: come posso fare io la stessa cosa per queste persone, ogni giorno?
Spesso, quando pensiamo a come fare la differenza, ci viene in mente il volontariato.
Anche io l’ho fatto, e per fortuna c’è chi lo pratica ogni giorno con dedizione.
Ma la verità è che possiamo contribuire anche attraverso il nostro lavoro, senza gesti straordinari, mettendo intenzione in ciò che già facciamo.
Io, per esempio, realizzo siti.
Ma ogni scelta — dai colori ai testi, dai moduli alle call to action — contribuisce a decidere chi potrà accedere, come userà il sito, quanti ostacoli troverà.
E quando progettiamo con questo sguardo, stiamo già facendo la nostra parte.
Il mio consiglio, questo mese, è questo: prova anche tu ad allontanarti ogni tanto da ciò che conosci.
Non per metterti alla prova, ma per guardare il mondo con occhi diversi.
Per capire quanto può essere difficile per qualcuno ciò che dai per scontato.
E soprattutto per scoprire che, anche se ti tremano le gambe, puoi farcela.
Non ti suggerisco una cosa in particolare: potresti decidere di fare un viaggio e incontrare persone con culture diverse, leggere un libro su un tema che ti incuriosisce o che ti spaventa, o su qualcosa che pensi non ti interessi solo perché non la conosci bene.
Potresti fare un’attività che hai sempre pensato “non fa per me” — come è stato per me salire su una mongolfiera — o semplicemente aprirti a un’esperienza diversa dal solito.
Potresti anche decidere di farlo diventare un appuntamento fisso al mese.
Scegli tu. L’importante è che ci provi e, se vuoi, scrivimi per farmi sapere come è andata.
