Il Design Thinking funziona bene nel web design, una progettazione semplice può ridurre la stanchezza cognitiva e… un mondo di auguri!
Cara lettrice e caro lettore di By the WAY,
questo mese ho riflettuto un bel po’ sulla filosofia e sulle premesse del mio lavoro. Forse è normale dal momento che il Natale e la fine dell’anno sono quasi per tutti noi un periodo di pensieri profondi e bilanci.
Presa come tutte e tutti da mille impegni e altrettante scadenze, a volte infatti mi dimentico i fondamentali: perché ho deciso di fare la web designer? Come posso contribuire con la mia attività a rendere il mondo un posto migliore? Cose così.
Sicuramente, a questi pensieri hanno contribuito due corsi che ho seguito nell’ultimo periodo. Il primo era dedicato al design inclusivo. Il docente, Francesco Provenzano, mi ha spinta a pensare a come posso essere utile a rimuovere le barriere che – anche online – rendono difficile la vita a chi deve convivere con una disabilità.
Il secondo è stato il corso Storione Business con Chiara Gandolfi su come dare voce al proprio brand. Non è stato un semplice corso di scrittura, ma un percorso che è partito da domande molto introspettive e specifiche sul perché, come e cosa facciamo con il nostro lavoro.
Oltre a essere stati momenti formativi di valore, questi due corsi mi hanno dato l’occasione per fermarmi un momento, ritrovare le giuste motivazioni e rivivere belle soddisfazioni.
Questo però è anche tempo di riposo e di recupero delle energie. Noi ci fermiamo dal 24 dicembre al 6 gennaio, per ripartire con un nuovo slancio!
Il nostro augurio per te è di poter fare lo stesso. O almeno di poterti ritagliare qualche momento di serenità per ricaricare le batterie, riflettere sui tuoi obiettivi e vivere le feste con gioia. Buone feste e buon 2025!

Il Design Thinking e l’arte di partire dalle vere esigenze dell’utente
Almeno nella nostra “bolla” di designer fuori e dentro il web, una dei concetti più discussi e citati del 2024 è stato senz’altro quello di Design Thinking. Si può dire che sia diventato un mantra della progettazione, una sorta di formula magica con cui devono per forza essere presentate le idee più innovative.
In realtà, la sostanza è più forte della coolness. Come ti racconta Alessandro in questo post di WAY Forward, il Design Thinking rappresenta un approccio serio, innovativo, virtuoso. E soprattutto capace di risolvere problemi complessi. Si tratta infatti di un processo di progettazione ciclico basato sulla comprensione dei bisogni dell’utente e su fasi successive di esplorazione, ideazione, prototipazione e test, con reiterate revisioni e continui adattamenti.
Nasce nell’ambito del design “puro”, ma ha il vantaggio di funzionare bene in molti settori, dalla tecnologia alla sanità, dall’educazione al business, fino al web design. Anzi, nel web design trova un’applicazione assai fertile. Il termine “dinamico” non è scelto a caso. Si tratta di un processo ciclico (gli esperti parlano di “iterazione”) che prevede fasi successive di esplorazione, ideazione, prototipazione e test, con continue revisioni e adattamenti.
Nel Design Thinking l’utente è davvero al centro. Le persone (il pubblico a cui è rivolto un servizio o un prodotto) sono protagoniste del processo e chi progetta è chiamatə a comprendere profondamente i loro bisogni, desideri e sfide.
Questa visione accompagna tutte e 5 le fasi classiche del Design Thinking:
empatia, cioè l’ascolto consapevole e approfondito delle reali esigenze degli utenti
definizione realistica del problema da affrontare
ideazione (la fase creativa che porta a selezionare le proposte migliori e più attuabili)
prototipazione, ovvero la realizzazione di modelli concreti semplificati delle idee selezionate
test (quando con onestà si cerca di verificare se l’ipotesi iniziale regge).
Scopri come Il design thinking aiuta il web design.

Il web crea stanchezza, ma il web design può ridurla
In una galassia digitale sempre più totalizzante, pervasiva e convulsa, il web (o meglio: l’eccesso di utilizzo del web) è una delle cause accertate dello stress contemporaneo e della fatica cognitiva in generale. Lo sappiamo bene, ahimè. Però nell’ultimo blogpost: Progettare con semplicità per ridurre la fatica che ho pubblicato ho voluto affrontare il problema da un punto di vista positivo e propositivo, partendo proprio dalla mia professione: il web design.
Sì, perché un sito web semplice può ridurre la fatica cognitiva degli utenti. Lo afferma anche il “guru” Steve Krug in Don’t make me think – Un approccio di buon senso all’usabilità web e mobile e lo pensano tanti designer e sviluppatori nel mondo. ll concetto di semplicità nel design non riguarda infatti solo l’estetica (ad esempio: un layout minimal, pochi elementi grafici, pochi colori, un solo font…), ma il modo in cui un prodotto o un’interfaccia è in grado di ridurre al minimo lo sforzo cognitivo richiesto agli utenti.
Un design “semplice” non elimina la complessità del mondo (la bacchetta magica funziona solo su Photoshop, non nella vita reale!) ma può nasconderla e organizzarla in modo che le persone possano interagire con facilità e naturalezza.
Quando un design è ben fatto, la pagina non costringe l’utente a decifrare informazioni, prendere decisioni difficili o ricordare dettagli inutili. Un design virtuoso guida l’esperienza attraverso segnali visivi, scelte intuitive e interazioni immediate. Questa chiarezza permette alle persone di concentrarsi su ciò che conta davvero, evitando frustrazione o distrazioni.
Progettare semplice significa dunque ridurre il carico decisionale e il bagaglio informativo di chi naviga, con un obiettivo che mi piace definire “anti-stress”: consentire al pubblico un’esperienza web il più piacevole, utile, interessante e rassicurante possibile. Perché la navigazione su un sito deve offrire qualcosa di valore, non togliere tempo, energie e certezze.

Ispirazioni per visionari digitali
Forse questa newsletter arriva un po’ al fotofinish per i regali di Natale, ma le ispirazioni, così come i “pensierini” per amici e parenti, non hanno data di scadenza! Ecco dunque tre consigli per idee-regalo last minute ad alto contenuto creativo e (relativamente) basso costo unitario.
Sono tutte proposte “indie”, dallo spiccato sapore artigianale, fuori dalle logiche dei brand e delle piattaforme globali.
Cominciamo con Le Palle: un’idea ironica e originale per abbellire l’albero di Natale (ma puoi appenderle ovunque, e ci sono anche i sottobicchieri) che gioca sulle classiche “palle” un po’ ipocrite che raccontiamo a noi stessi e agli amici nella vita di tutti i giorni, da “ti sta benissimo!” a “prossima settimana organizziamo!”
Cerchi un regalo dal fascino retrò e dallo spiccato gusto vintage? Dai un’occhiata ai calendari in carta e cartone di Kal-store! È difficile trovare qualcosa di più semplice, poetico, funzionale e affascinante per organizzare il tempo e pianificare le attività dell’anno nuovo!
Per un regalo cool e virtuoso, infine, puoi fare un giro sul sito di Laboratorio Zanzara, cooperativa sociale ONLUS torinese che nasce come progetto d’integrazione per persone con disagio mentale. Calendari, quadretti, t-shirt, manifesti, oggetti in cartapesta… tanti prodotti belli e strani, che nascono dalla valorizzazione delle abilità dei singoli collaboratori. Il tutto caratterizzato da uno stile unico e da una freschezza che fa sorridere e riflettere insieme.
Ancora buone feste e buon anno nuovo. Ci rileggiamo nel 2025!
