Il Design Thinking aiuta il Web Design

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L’approccio ad ampio raggio tipico del Design Thinking si adatta particolarmente bene alla progettazione di pagine web

Il Design Thinking è oggi al centro della scena globale. Intorno a questo approccio si vendono corsi di formazione, si lanciano nuove figure professionali, si riorganizzano le squadre di lavoro, si riformulano gli obiettivi e le mission delle imprese che offrono servizi. Di cosa si tratta? Di un concetto che il mondo della progettazione ha cominciato ad adottare poco più di una decina di anni fa. 

Fasi del design thinking rappresentati da icone

Personalmente, l’ho intercettato la prima volta nel 2020. Come spesso mi succede per le idee innovative e per gli spunti metodologici sulla progettazione, ho subito cominciato a informarmi e ad approfondire.  Passando dalla teoria alla pratica (dunque al mio, al nostro lavoro in WAY!) mi piace condividere qui alcune riflessioni. 

Con una premessa: a prima vista il Design Thinking sembra sia diventato la formula magica con cui devono essere presentati i progetti più innovativi. In realtà, la sostanza è più forte della coolness: stiamo parlando di un approccio serio, innovativo, virtuoso. E soprattutto capace di risolvere problemi complessi. 

Di cosa parliamo quando parliamo di Design Thinking

In prima battuta possiamo affermare che il Design Thinking è un processo di progettazione dinamico basato sulla comprensione dei bisogni dell’utente.  Nasce dall’ambito del design “puro”, ma ha il vantaggio di funzionare bene in molti settori, dalla tecnologia alla sanità, dall’educazione al business. 

Ho usato il termine “dinamico” non a caso: si tratta di un processo ciclico (gli esperti parlano di “iterazione”). Esso prevede fasi successive di esplorazione, ideazione, prototipazione e test, con continue revisioni e adattamenti. In pratica, si va sempre avanti, ma come nel Monopoli: si ricomincia da capo ogni volta, partendo però da premesse sempre più solide, mirate ed efficaci.

persone intorno a un tavolo pieno di documenti fanno brainstorming per un progetto

Nel Design Thinking l’utente è davvero al centro e non si tratta di un cliché da brochure commerciale: le persone (oppure il pubblico a cui è rivolto un servizio o un prodotto) sono protagoniste del processo e chi progetta è chiamatə a comprendere profondamente i loro bisogni, desideri e sfide.

Le 5 fasi del Design Thinking

Empatia 

La capacità di empatizzare, cioè di capire profondamente i bisogni del pubblico a cui ci si rivolge, è alla base del Design Thinking. Occorre “mettersi nei panni dell’utente” e ascoltare con attenzione le sue esigenze. Lo si può fare in molti modi. A seconda dei casi può essere utile una ricerca teorica sul campo oppure un’intervista approfondita. 

due persone si tendono la mano come simbolo di empatia

In questa fase molti designer creano una user o buyer persona, cioè un profilo fittizio ma verosimile che dovrebbe rappresentare un modello dell’utente stesso. Una user persona include caratteristiche come sesso, età, professione, interessi e altri aspetti rilevanti, ma diventa ancora più strategica quando si arriva a delineare i tratti caratteristici della sua psicologia: comportamenti, atteggiamenti, aspirazioni, ecc. 

Definizione

È  la fase che permette di identificare il problema o la sfida principale da affrontare. Una volta recepite le informazioni di base riguardo al pubblico, è il momento di rappresentare un quadro realistico della situazione. 

Strumenti come il brainstorming o i diagrammi di flusso possono aiutare a creare uno schema standard dei passaggi che le e gli utenti compiono per arrivare all’acquisto o all’utilizzo di un servizio o di un prodotto. 

Ideazione 

Arriviamo alla fase creativa per eccellenza, quella che dovrebbe generare il maggior numero di idee e di soluzioni a un problema.  

In teoria, tuttə ə designer sono portatə a creare e a risolvere i problemi, ma secondo questo approccio ideazione significa soprattutto dialogare e mettersi in discussione all’interno del team per selezionare le idee migliori. Ma attenzione: anche quando un’idea sembra valida, non sempre è attuabile: nella realtà bisogna fare i conti con i limiti tecnologici e, ancora più spesso, con il budget a disposizione.

silohuette di due persone che si scambiano idee tramite due gomitoli gialli che rappresentano il cervello e si uniscono con un filo che passa tramite la bocca

Prototipazione 

Questa è la fase in cui ə designer sono chiamatə a creare versioni semplici o modelli concreti delle idee proposte.

Una volta definita un’ipotesi di soluzione, il passo successivo è la realizzazione di un prototipo funzionante. Non deve essere perfetto o particolarmente curato, ma funzionale e semplice da realizzare, perché l’obiettivo è arrivare rapidamente alla fase di test. 

Il prototipo serve infatti a raccogliere feedback, valutando la sua efficacia nel risolvere il problema individuato.

Test

La fase di test, una delle più complesse e stimolanti, è il momento in cui le e gli utenti valutano il prototipo. Possono accettarlo o criticarlo, ma l’obiettivo principale è verificare se l’ipotesi iniziale regge. Durante i test, è fondamentale osservare attentamente sia il comportamento verbale che quello non verbale, evitando di influenzare gli e le utenti con commenti o suggerimenti.

I vantaggi di un approccio innovativo

Perché il mondo del design a livello internazionale considera il Design Thinking una metodologia particolarmente virtuosa e vantaggiosa? 

Innanzitutto, perché incoraggia il lavoro di gruppo, combinando prospettive diverse per generare idee più ricche e innovative: il Design Thinking favorisce infatti la collaborazione tra le persone, in uno scambio professionale che è sempre stimolante. 

Poi, perché si tratta di un approccio orientato alla sperimentazione e all’innovazione. Ma non solo: grazie al focus sulla fase prototipale e sui feedback, promuove la cultura del “fallire velocemente per imparare rapidamente”, testando ipotesi e simulazioni senza paura di sbagliare.

Il Design Thinking e la realizzazione di siti web

Il Design Thinking viene solitamente utilizzato per creare prodotti e servizi innovativi, migliorare le customer experience, affrontare sfide sociali particolarmente audaci e trasformare interi processi aziendali.  Esso però trova una compiuta e naturale applicazione nella realizzazione di siti web. 

Da addetto ai lavori e professionista di lungo corso, posso dire infatti che le analogie tra teoria del Design Thinking e pratica quotidiana sono tantissime, a partire dall’importanza dell’esperienza utente (UX) e dal fattore empatia.

Nell’attività di UX Design in WAY ci mettiamo davvero nei panni dell’utente finale attraverso lo studio attento e non mediato dei suoi comportamenti e bisogni. Bisogni che sono spesso operativi (un sito deve servire a fare delle cose), ma a volte anche emotivi e non espliciti (“il sito dovrebbe darmi più sicurezza, dovrebbe connotare meglio il mio brand e parlare al mio posto per ovviare alla mia timidezza, dovrebbe semplificarmi la vita al posto di complicarla…”). 

Anche per questo motivo, mi sento di dire che in qualche modo io e Anna mettevamo già in pratica le regole del Design Thinking senza saperlo. Come abbiamo avuto modo di raccontare proprio in questo blog, il nostro metodo prevede da sempre, ad esempio, lo studio approfondito delle abitudini e dei comportamenti delle e degli utenti per una migliore comprensione delle loro esigenze

computer sulla scrivania aperto sulla pagina web di feedback per un prodotto o servizio

Come si applica il Design Thinking? Un esempio teorico

Per capire come funziona il Design Thinking nello sviluppo di siti web e quali vantaggi può portare, facciamo un esempio teorico ma verosimile. 

Proviamo a immaginare di dover progettare da zero il sito ufficiale di un negozio online di abbigliamento sostenibile.

Step 1 – Empatia

Si comincia sempre da una ricerca approfondita sull’utenza che vogliamo raggiungere. 

Possiamo

  • intervistare un panel di potenziali clienti per capire cosa cercano in uno shop di abbigliamento online (es.: informazioni sui materiali, stile, prezzi, filiera, ecc.);
  • osservare come interagiscono con siti simili e quali difficoltà incontrano;
  • analizzare i feedback esistenti, come recensioni o messaggi su IG e Google. 

Alla fine di questa fase, potremo scoprire ad esempio che le e gli utenti vogliono navigare facilmente e velocemente tra i prodotti, vedere immagini grandi e chiare, avere dettagli sull’origine e la sostenibilità dei capi e poter fare un checkout veloce.

Step 2 – Definizione 

È in questa fase che potrebbe emergere il problema da risolvere:
“chi va sui siti d’abbigliamento spesso li abbandona perché trova la navigazione complicata oppure perché non trova informazioni chiare sulla sostenibilità / impronta ecologica dei prodotti“.

Step 3 – Ideazione 

È questo il momento in cui il team di progettazione è chiamato a proporre nuove idee. In questo caso potrebbero essere:

  • un design minimalista con poche categorie di facile accesso (uomo, donna, materie prime sostenibili, carbon footprint);
  • un filtro “sostenibilità” che consente di selezionare i capi in base a certificazioni ambientali;
  • una sezione più narrativa del sito che che racconta l’origine dei materiali e l’impegno dei produttori, con immagini e video di qualità;
  • un checkout attuabile in pochi clic, ottimizzato per dispositivi mobili.

Step 4 – Prototipazione 

In questa fase si comincia ad andare sul pratico. Costruiamo e pubblichiamo in tempi rapidi una home con categorie visibili e un banner che racconta la mission del brand. Poi progettiamo un’unica (ma completa) scheda prodotto a mo’ di esempio. Essa potrebbe includere foto dettagliate con visioni d’insieme e dettagli, foto del capo indossato da modellə e informazioni sulla sostenibilità (es. “realizzato al 100% in cotone biologico certificato made in Italy”). Prima di andare online con il prototipo possiamo anche implementare un checkout semplificato.

Step 5 – Test 

Invitiamo un gruppo di utenti rappresentativə a navigare sul sito. Chiediamo loro di selezionare l’unico prodotto dotato di scheda e di completare un acquisto simulato.

È importante raccogliere i feedback sull’intera esperienza di acquisto: cosa è veloce e cosa rallenta? Cosa è intuitivo e cosa crea difficoltà? Cosa è piacevole e cosa mette ansia? 

Ad esempio, alla fine potremmo scoprire che le e gli utenti apprezzano i filtri e le informazioni sulla sostenibilità, ma alcunə trovano il layout troppo dispersivo. Oppure che un’identità visiva posh e lo stile molto raffinato scoraggiano un certo numero di potenziali clienti, a priori ben intenzionati. Naturalmente, il processo può continuare, ripartendo dalla fase empatia e da un approccio significativo con il target.

Più approfondito è il ciclo iterativo del processo, più il sito prende forma, si evolve e si avvicina alle reali esigenze del pubblico di riferimento.

esempio di thank you page di un e-commerce su cui si legge Thank you for shopping with us online

Al di là della stretta applicazione degli highlights del Design Thinking, in WAY ci piace progettare con metodo. Ogni progetto è il risultato di un processo lungo e articolato, che comprende brainstorming, colloqui approfonditi con le e i clienti, analisi delle criticità e una serie di simulazioni e di “versioni beta”. 

Se vuoi scoprire come possiamo aiutarti a creare un sito web a misura delle tue esigenze, contattaci per una consulenza!

 

Immagine di Alessandro
Alessandro
Founder di WAY e web designer esperto
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