Consigli, esperienze e prospettive per chi vuole progettare con più intenzione
Cara lettrice, caro lettore di BY THE WAY,
come stai? Noi abbastanza bene perché siamo sopravvissuti a influenze e richieste dell’ultimo minuto.
Il 2025 è quasi finito e per noi di WAY è stato un anno di lavoro intenso, con progetti importanti e clienti con idee ambiziose da realizzare. Come sai, abbiamo preso in carico diversi siti costruiti male, difficili da usare o impossibili da aggiornare, e li abbiamo riportati a uno stato migliore. Non solo dal punto di vista grafico, ma soprattutto nella struttura, nella navigazione, nell’accessibilità e nella presentazione dei contenuti.
Alcuni progetti sono andati online e altri che sono ancora in corso vedranno la luce nei primi mesi del 2026. Abbiamo lavorato sempre con l’obiettivo di costruire spazi digitali funzionali e facili da gestire per chi li usa ogni giorno. Per riuscirci, abbiamo continuato ad affinare il nostro metodo, che ci permette di mantenere alta la qualità del lavoro in ogni fase del progetto.
Ne abbiamo avuto conferma in un’occasione specifica, quando ci siamo trovati a iniziare un progetto senza seguire il nostro processo abituale. Il cliente aveva poco tempo e ci ha chiesto di partire senza la nostra intervista iniziale. Abbiamo accettato ma alla fine quel tempo lo abbiamo perso dopo, cercando di recuperare l’allineamento con i bisogni e l’identità del brand.
È stata una lezione utile, che ci ha fatto capire che il nostro metodo deve essere la base da cui comincia ogni progetto, perché senza confronto e ascolto anche il sito più curato rischia di non funzionare come dovrebbe.
Quest’anno, per la prima volta, abbiamo scelto di non accettare alcuni incarichi. Ci siamo chiesti più volte se quei progetti fossero in linea con i nostri valori, e quando la risposta è stata negativa, abbiamo preferito rifiutarli. Grazie a queste scelte oggi sappiamo con maggiore precisione con chi vogliamo lavorare e in quale direzione vogliamo andare.
Abbiamo deciso di affiancare chi condivide i nostri principi di inclusione, accessibilità e rispetto per le persone e per il loro tempo.
Parte di questo percorso è iniziata agli Accessibility Days, che ci hanno fatto vedere con maggiore chiarezza quanto il nostro lavoro abbia un impatto concreto sulla vita delle persone. Dopo quell’esperienza abbiamo iniziato a studiare le linee guida WCAG e a integrarle nel nostro processo. Non è semplice, ma è una responsabilità che ci assumiamo volentieri, perché riguarda ciò in cui crediamo. E ne siamo felici perché la crescita che ne è derivata è stata sia tecnica che valoriale.
Un altro punto che in questo anno è diventato per noi cruciale è l’autonomia di chi lavora con noi. Ogni sito che realizziamo deve essere facile da aggiornare, senza bisogno continuo di supporto. Vogliamo fornire strumenti intuitivi e documentazione specifica, perché crediamo che l’indipendenza digitale renda le persone consapevoli e serene nell’uso quotidiano dei propri siti.
Il 2025 ci ha dato tanto. Abbiamo lavorato bene, imparato un sacco di cose nuove, costruito relazioni basate sulla fiducia e sul rispetto. Alcuni risultati sono arrivati, altri meno, ma oggi sentiamo più definito il senso del nostro lavoro e questo ci basta per ripartire con una grande determinazione.

Ogni scelta progettuale ha un impatto duraturo
Il modo in cui costruiamo un’interfaccia influenza direttamente l’esperienza delle persone: può semplificare o confondere, accogliere o allontanare, creare fiducia oppure ostacolare. Nel design nessun particolare è secondario, perché col tempo ogni dettaglio entra a far parte della struttura complessiva.
È con questo sguardo che anche quest’anno abbiamo analizzato i trend grafici previsti per il 2026. Siamo sempre incuriositi dalle novità, ma preferiamo osservare ciò che sta cambiando nel modo di pensare delle persone, sia quelle che progettano che quelle che interagiscono con gli spazi digitali.
Nel nostro ultimo articolo “Come orientarsi tra i trend del web design 2026” abbiamo raccolto alcune direzioni che stiamo già vedendo emergere nel lavoro di ogni giorno: soluzioni essenziali, layout leggeri, contenuti scritti in modo comprensibile. Ma abbiamo notato con piacere che c’è anche l’urgenza di rendere tutto più accessibile e adatto a un pubblico molto ampio e che corrisponde sempre di più alla realtà.
Il web design, oggi, si muove in territori che vanno oltre l’estetica. L’intelligenza artificiale sta entrando nei flussi di lavoro, la personalizzazione spinta cambia il modo in cui comunichiamo, l’accessibilità diventa una priorità concreta e non un optional. Questi cambiamenti chiedono riflessioni strategiche, senza aggiornare o cambiare tutto quello che si è già fatto. Ci aiutano piuttosto a capire cosa ha davvero senso per ogni progetto.
Abbiamo scritto questo articolo pensando a chi deve prendere delle decisioni in questo momento e vuole prepararsi al 2026. A chi gestisce un sito, o sta pensando di rifarlo, o semplicemente vuole capire in che direzione muoversi.

Costruire un sito non è mai solo una questione tecnica
Dietro ogni progetto ci sono scelte che definiscono quanto durerà nel tempo, quanto sarà facile da gestire, quanto riuscirà ad adattarsi ai cambiamenti. Chi arriva da esperienze negative sa che non basta che un sito sia “bello” all’inizio: serve che resti funzionale e coerente anche dopo mesi o anni.
Nel nostro blog trovi un articolo in cui abbiamo raccolto le basi su cui si fonda ogni sito solido: “Le basi del tuo sito web sono il primo passo per una presenza digitale solida“. Abbiamo fatto un excursus degli elementi strutturali che spesso vengono trascurati quando si lavora in urgenza o quando si affida il progetto a chi non ascolta o, peggio, a chi non ha le competenze adatte. Abbiamo scritto di architettura dei contenuti, di gerarchia visiva, di qualità del testo, di gestione autonoma e di scalabilità. Abbiamo esaminato gli strumenti pensati per durare, anche quando cambiano i bisogni, le persone, i contesti e le esigenze del nostro brand.
La parte più delicata è quella iniziale. La progettazione fatta bene evita problemi futuri, riduce la necessità di interventi correttivi, rende il sito più stabile ma anche più flessibile. Per noi, ogni sito dovrebbe nascere con l’intenzione di costruire qualcosa che resti utile e funzionante anche dopo tanto tempo.
Questo articolo è pensato per chi vuole farsi le domande giuste prima di partire con un nuovo progetto, o per chi vuole rimettere mano al proprio sito con un approccio più consapevole.

Ispirazioni per visionari digitali
Per il nuovo anno, ci piacerebbe lasciarti qualche consiglio che sentiamo nostro, nato dall’esperienza di questo 2025 che ci ha cambiati e ci ha messi anche un po’ alla prova.
Nel corso dei mesi ci siamo accorti che anche il modo in cui viviamo fuori dal lavoro incide su ciò che costruiamo ogni giorno. Alcune idee arrivano solo quando ci si allontana dallo schermo: camminando in silenzio in un parco, in un bosco, o semplicemente osservando come cambiano le cose fuori, in modo naturale. Quindi, se puoi, rallenta ogni tanto. Potrai ricaricare le energie e ripartire con più entusiasmo.
Chi lavora nel digitale, come noi, rischia di perdere il contatto con la realtà. Le stagioni passano, a volte senza che ce ne accorgiamo. Eppure seguirne il ritmo, anche solo in parte, può aiutare a lavorare meglio e fare scelte più consapevoli. Concediti una pausa quando serve, resta in movimento o accelera quando senti di poter fare di più, non quando ti viene imposto dall’esterno.
Ci auguriamo che il 2026 sia un anno in cui tu possa portare avanti un obiettivo preciso, con costanza, per il piacere di costruire qualcosa che abbia senso. Un progetto che parli di te, di ciò che vuoi fare, di quello che ti sta davvero a cuore.
E mentre lavori, ricordati anche di nutrire ciò che non produce risultati immediati, ma che ti fa stare bene. Leggere un libro, visitare un luogo che ti incuriosisce, soffermarti su qualcosa che non conoscevi. Prendersi tempo per l’arte e per la bellezza aiuta a rimettere in ordine i pensieri.
E infine, se puoi, fai un’azione utile per qualcun altro come condividere tempo e conoscenze, o dare una mano senza aspettarti nulla in cambio. Lo abbiamo sperimentato in prima persona e possiamo dire con certezza che la generosità migliora la qualità delle giornate e rende più felici.