Il valore di un progetto creativo: visione e competenze al servizio del cliente

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Supporto strategico e cura dei dettagli: scopri il ruolo fondamentale dei mestieri creativi per il successo di un progetto

Se sei appassionatə di musica, potresti conoscere quella che viene definita “catena audio“, ovvero l’insieme di tutti gli elementi che, in successione, permettono di acquisire, elaborare e diffondere un suono.

Non ti spaventare, provo a fartela semplice. Pensa a un impianto hi-fi, di quelli che si usavano prima che il digitale prendesse piede. Forse hai anche tu, impolverato dentro qualche armadio, un giradischi degli anni ‘70 che non utilizzi più.

Il giradischi, così come il lettore cd, è la sorgente del suono. Appoggi il disco sul piatto, sposti la puntina e parte la musica. Ma in che modo? Il suono riprodotto passa a un amplificatore, che ha il compito di gestire le informazioni che arrivano dalla sorgente, convertirle e trasmetterle ai diffusori sotto forma di impulsi elettrici potenziati. A chiudere la catena ci sono proprio i diffusori acustici, quelli che comunemente chiamiamo casse. Un tempo erano grandi casse di legno a regalarci la nostra musica preferita, ora hanno avuto la meglio i dispositivi digitali bluetooth, che per semplificare il processo si occupano anche di amplificare il suono.

casse di un impianto audio con schizzi di vernice rossa su sfondo blu

Fai suonare (bene) il tuo progetto creativo

Perché ti sto raccontando tutto questo? Ci arrivo. 

Torniamo ancora un attimo a giradischi, amplificatore e casse di legno.
Ti siedi sul divano, chiudi gli occhi e per un attimo ti sembra di essere a un concerto, avvolto da suoni caldi e vibranti. Questo succede se l’impianto acustico che hai azionato è di qualità. 

Ma la pienezza del suono che arriva alle tue orecchie potrà essere garantita solo se tutti gli elementi di questa catena sono di qualità. Se la puntina del giradischi gratta, potrai anche aver speso diverse migliaia di euro per delle casse vintage in ciliegio, ma otterrai comunque un suono piuttosto fastidioso.
In egual modo, non importa se il tuo giradischi è il migliore che ci sia sul mercato: se lo hai collegato a una piccola cassa bluetooth in mono, acquistata a poche decine di euro, il risultato finale sarà piatto, sprecato.

Un progetto creativo, che sia la creazione di un brand o la realizzazione di un sito web, funziona allo stesso modo. Ogni progetto è composto da più aspetti concatenati l’uno all’altro; se uno di questi, uno soltanto, manca o funziona male, farà vacillare l’intera opera.

Facciamo un esempio. Hai un prodotto perfetto, studiato nei minimi dettagli; fai un’ottima promozione su diversi canali di comunicazione e generi interesse nel giusto target. Magari fai anche delle campagne adv sui social per vendere di più, ma poi gli utenti finiscono nel tuo ecommerce che è poco trasparente, processa gli acquisti in modo lento e ogni tanto resta offline, insomma non è progettato bene.

Ecco, il valore discutibile del tuo ecommerce mette a repentaglio tutta la tua attività. Il tuo prodotto varrà 10, ma se la fase fondamentale di acquisto dello stesso è da 5, sai qual è il rischio più grande? Che il valore complessivo del tuo progetto sia percepito come un 5, e non come la media di un più onesto 7,5.

Ciò di cui ti voglio parlare in questo articolo è proprio l’importanza di avere una visione a 360 gradi quando ci occupiamo di un progetto creativo.
Ti ho parlato più volte di come non esista la perfezione e tutto possa essere costantemente migliorabile, ma bisogna pur sempre partire da basi solide e prendere in considerazione aspetti di natura diversa quando si ha in mente di lanciarsi in una nuova avventura. 

Un progetto creativo può suonare bene se nulla è lasciato al caso, se tutte le note che compongono la sua sinfonia arrivano dritte e chiare alle orecchie (e al cuore) delle persone. Deve emozionare e colpire, ma deve anche funzionare, essere a prova di bomba lato tecnico (nel caso di un sito web) o essere sostenibile in termini economici (se stiamo parlando della creazione di un brand).

tasselli di legno simili al domino con una mano che con un dito li butta giù in sequenza

Dal project manager al valore di chi ti circonda

Quando noi di WAY dobbiamo sviluppare un progetto creativo, non ci limitiamo ai soli aspetti tecnici, ma ci mettiamo nei panni di un project manager, quella figura che dovrebbe supervisionare tutto ma che non sempre il cliente si può permettere.

Il web design non funziona come il mondo manifatturiero. Il nostro non è un lavoro di routine dove il prodotto finito è sempre uguale a se stesso. Ogni progetto è unico e richiede un approccio creativo e personalizzato. Dobbiamo essere flessibili, adattabili e pronti a cogliere le nuove sfide.

Ti faccio un esempio: se una cliente contatta WAY e ci chiede di rendere più veloce il suo sito web perché le pagine si caricano con estrema lentezza, io e Alessandro elaboriamo il nostro preventivo per risolvere quel singolo problema, ma poi andiamo oltre. Diamo uno sguardo all’intero sito web e se troviamo dead link o ci accorgiamo che non è stato fatto nessun lavoro di ottimizzazione SEO, ne parliamo con tutta onestà al cliente facendo capire che varrebbe la pena lavorare anche a quegli aspetti.

Non diamo queste indicazioni solo nel nostro interesse: se riteniamo che i copy di un sito non funzionino o finiamo per cliccare sul link che porta a una pagina Instagram poco curata e che non viene aggiornata da mesi, suggeriamo al cliente gli interventi che andrebbero fatti e gli lasciamo qualche nominativo.
Non saremo noi direttamente a occuparci di gestire i social, per esempio, ma ci è ben chiara l’importanza di una comunicazione multicanale efficace anche e soprattutto per fare in modo che un sito web abbia il suo peso all’interno del progetto del brand.

Come avrai intuito, la relazione con il cliente diventa fondamentale ed è di mutuo vantaggio. Il cliente ci affida un progetto creativo perché crede nella nostra capacità di aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi. Noi, a nostra volta, investiamo il nostro tempo, le nostre competenze e la nostra passione per realizzare un progetto di successo che soddisfi le sue aspettative o superi le stesse.

Il mio consiglio spassionato, quindi, è quello di guardarti attorno e cercare il supporto di professionistə che tendono ad avere una visione ampia del proprio lavoro. In ogni settore esistono persone capaci di prendere in seria considerazione anche gli aspetti marginali di un progetto, che non riguardano soltanto il singolo obiettivo richiesto.

Per compiere imprese: il tuo progetto creativo di successo

Alessandro ed io non possiamo definirci dei veri e propri project manager, ma dopo quasi 20 anni di attività e di esperienza abbiamo sviluppato quello che potremmo definire uno “sguardo laterale” che ci permette di individuare cosa funziona e cosa no anche al di là del semplice intervento tecnico richiesto.

Per questa ragione il payoff scelto per la nuova fase di WAY è “Per compiere imprese”. La nostra impresa è la tua impresa, ovvero un progetto creativo di ampio respiro che vogliamo aiutarti a realizzare con impegno, senza trascurare tutti i dettagli rilevanti che costituiscono la catena di elementi del tuo brand. 

Questo approccio non è scontato, ma credo che là fuori ci siano tante persone che lavorano così, anche nel nostro settore. Spesso si ha l’impressione che le web agency come la nostra siano completamente scollegate dalla realtà e si occupino esclusivamente di codice html, di backup e di plugin da installare.

Ma nel nostro lavoro c’è anche tanta creatività e inventiva: ci sono forme, colori, font, immagini e loghi da scegliere o creare, spazi da riempire o lasciare vuoti.

E ancora prima ci sono decisioni da prendere insieme, quelle che riguardano il tuo brand e i suoi valori, il tuo progetto e i suoi obiettivi. Sono scelte da fare che implicano conoscenze trasversali in ambito marketing e comunicazione che pensiamo di avere e che possono essere d’aiuto a chiunque si rivolga a noi con un’idea più o meno chiara in testa. 

post-it colorati su un tavolo con appunti per un progetto creativo

Fiducia e rispetto al servizio di un progetto creativo

La prima definizione del termine “progetto” che trovi sul vocabolario Treccani è “Ideazione, piano, proposta per l’esecuzione di un lavoro o di una serie di lavori”.

Ideare e pianificare, quindi. Ma per trovare supporto o per delegare l’ideazione e la pianificazione di un progetto ad altre persone, bisogna mettere in campo altre qualità personali.

Fiducia e rispetto. Due semplici valori che troppo spesso perdiamo per strada, e che ritroviamo solo nel momento in cui siamo noi dall’altra parte della barricata a percepirne l’assenza. 

Ho già detto la mia sulla fiducia in un altro post di WAY Forward che si chiama Fiducia online: come trasmetterla attraverso il design del tuo sito. 

Voglio dare per scontato che se un cliente sceglie di affidarsi a WAY, significa che ha già fatto una selezione e ritiene di poter instaurare con noi un rapporto lavorativo basato su fiducia e rispetto.

Certo, i rapporti umani sono tutti diversi e complicati e “trovarsi” e condividere al 100% idee, spunti e obiettivi è praticamente impossibile, specie sul lavoro.
Ma alle volte, al di là delle visioni personali divergenti, il rispetto viene meno.
Quando si esige la realizzazione di un logo in tempistiche troppo brevi e non concordate, per esempio. O al contrario, quando ci si dà alla macchia, evitando di rispondere alle email per giorni e giorni e lasciando sulle spine chi ha lavorato decine di ore per te.

Quando ci ritroviamo a lavorare in queste condizioni, la fiducia e il rispetto non fanno più parte dell’equazione. Ma soprattutto, non si sta più ragionando a un progetto, che prevede uno scambio di idee e di proposte prima di passare alla parte operativa. Ci si trasforma, invece, in meri esecutori a cottimo delle volontà altrui. 

Non credo che nessunə si sia mai permesso di andare al ristorante, irrompere in cucina e dire allo chef  “ascolta, io per la mia carbonara vorrei che utilizzassi del coriandolo, panna acida e foglie di alloro e me la servissi in quella tazza”. O sbaglio?

Il rispetto della professionalità altrui rende tuttə più felici e fa bene al progetto che si sta creando. Se da professionista è bene avere una certa dose di pazienza, in qualità di cliente cerca sempre di evitare di mettere fretta a chi sta lavorando per te. Puoi ascoltare le sue proposte e metterle in discussione, ma non dimenticarti mai che quella persona ha sicuramente più esperienza di te nel suo campo.

vista dall'alto di 5 persone sedute a un tavolo rotondo con computer e appunti discutono un progetto creativo

Parlare chiaro: idee e preventivi a fuoco

Ok, avrai capito che sono una fan di questa modalità di lavoro: sedersi a un tavolo, ascoltare il o la cliente, interpretare al meglio le sue idee, suggerire soluzioni adatte alle sue esigenze e ai suoi obiettivi. 

Quando però ci si rende disponibili a progettare, pianificare, esplorare soluzioni diverse, mettere in discussione le idee iniziali e trovarne di nuove, le cose diventano complicate.

Se non siamo meri esecutori, ma diventiamo un valore aggiunto al progetto in questione, dobbiamo tutelare il nostro operato ed evitare che tale disponibilità diventi un’arma a doppio taglio. La prima cosa da chiarire con il cliente è il valore di ciò che stiamo offrendo: una presenza costante e continuativa, che richiede tempo e impegno mentale.

L’impatto che creiamo non è mai proporzionale al tempo impiegato. Dietro ogni progetto ci sono idee, intuizioni, conoscenze e competenze specifiche che richiedono anni di studio, esperienza e continua formazione. Il nostro lavoro non si limita (o non dovrebbe) a mettere nero su bianco le richieste del cliente, ma a comprenderne le esigenze, interpretarne i bisogni e proporre soluzioni innovative e personalizzate.

Per queste ragioni, anche in fase di preventivo è bene specificare che quello che si offre non è un semplice lavoro a cottimo, e che il costo totale di un lavoro creativo non può essere scorporato in mille voci prezzate.
Siamo ben più che camerieri che prendono nota dell’ordine. Siamo consulenti, strateghi, problem solver che mettono a disposizione del cliente il proprio valore intellettuale per aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi.

Se il nostro operato è a fuoco, se le idee sono efficaci e la realizzazione è unica, allora l’impatto sarà tangibile sul business dei nostri clienti, sulla loro reputazione e sul loro successo. Non bisogna quindi avere paura di affrancarsi da un listino prezzi standardizzato che riporta singoli interventi, come ad esempio “installazione plugin”. 

Dobbiamo però essere capaci di comunicare e far comprendere il valore di ciò che stiamo offrendo. Deve essere chiaro al cliente che potremmo mettere in discussione le sue idee e che cercheremo di sfidarlo a pensare in modo diverso e a proporgli soluzioni alternative. Il nostro ruolo è quello di guida esperta, non di esecutore di ordini.

La nostra rivoluzione creativa

Mettere nero su bianco questa proattività non è semplice, così come non è per niente facile stabilire dei confini chiari con i clienti e far capire che non esiste un libero accesso alla nostra testa e al nostro tempo. La disponibilità a trasformarsi in project manager può e deve contemplare dei “no” inderogabili a richieste irragionevoli o che non rientrano nel proprio campo di competenza.

Siamo consapevoli che il nostro lavoro è impattante e fondamentale. Non forniamo solo manodopera, ma contribuiamo attivamente al successo del cliente. La nostra professionalità, la nostra creatività e la nostra passione fanno la differenza.È tempo di cambiare la percezione del lavoro creativo, soprattutto nel nostro Paese. Dobbiamo valorizzare le nostre competenze e il nostro talento, affermando con orgoglio il valore strategico che il nostro lavoro apporta al mondo. Solo così potremo ottenere il riconoscimento e il compenso che meritiamo.

Immagine di Anna
Anna
Founder di WAY, esperta di grafica, ux e web design
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