La nostra checklist per un sito web ottimizzato e performante

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Scopri i 10 fondamentali per realizzare siti web che funzionino

Creare un sito web di successo è un’arte che richiede attenzione ai dettagli e una profonda comprensione delle esigenze di clienti e utenti. Nel corso degli anni, lavorando a numerosi progetti, abbiamo imparato cosa fare (e non fare!) per evitare di compromettere l’efficacia e l’usabilità di un sito web.

Lo abbiamo fatto soprattutto vestendo i panni del semplice utente che apre il proprio browser alla ricerca di risposte chiare e se possibile immediate.
Noi stessə, del resto, ci ritroviamo ad acquistare prodotti da portali digitali, ci abboniamo a servizi di film e serie Tv in streaming,  curiosiamo su siti web di Bed & Breakfast per prenotare le nostre vacanze estive.

Ragionare in ottica UX, abbandonando per un momento il proprio ruolo da web designer, è fondamentale per capire cosa può funzionare e ciò che invece ci lascia interdettə e costituisce uno scoglio per l’esito finale della nostra ricerca.

Solo a quel punto, dopo aver navigato con la testa sgombra dai più tipici pensieri degli addetti ai lavori, possiamo tornare a ricoprire il ruolo di sviluppatori del web con maggiore consapevolezza.

È un processo continuo, ed è per questa ragione che è importante essere sempre aggiornati in materia web. E qui ti parlo sia da utente sia da web designer: penso che sia essenziale seguire i trend e le novità del web come semplice utente dell’universo digitale, per poi capire quali strade seguire e quali soluzioni approfondire per offrire ai clienti siti web che durino nel tempo.

tachimetro che misura la user experience con la freccia su excellent

10 soluzioni evergreen per un sito web longevo e user-friendly

A proposito di tempo: pensa a un sito progettato una decina di anni fa. Ora è molto probabile che quelle pagine appaiano invecchiate male da un punto di vista grafico e che oltretutto siano poco funzionali rispetto alle esigenze degli utenti nel 2024.

In questo post voglio illustrarti le 10 cose fondamentali che abbiamo imparato per progettare siti web funzionali e il più possibile longevi.

Sono tutti aspetti e soluzioni che io e Anna abbiamo identificato e adottato nel corso degli anni. Alcuni di questi punti potranno sembrarti scontati, ma fino a qualche anno fa non erano assolutamente una priorità del web. 

Oggi cerchiamo sempre di partire da questo piccolo vademecum: è la nostra bibbia di errori da evitare e azioni da compiere per un sito completo e ottimizzato. Noi stessə consultiamo questi 10 punti per sincerarci, a progetto ultimato, di non aver lasciato nulla al caso.

L’abbiamo impostata un po’ seguendo il modello FAQ: 10 domande e relative risposte che siano dei fari da seguire nella notte, una checklist da spuntare prima della messa online di un sito web.

Un piccolo disclaimer, però: questo post non vuole essere un manuale fai-da-te del piccolo sviluppatore web, quanto piuttosto un reminder di aspetti da verificare, in veste di cliente, nel momento in cui ti affidi a un’agenzia o unə professionista. 

Partiamo!

1. La gerarchia delle pagine è chiara e la navigazione intuitiva?

È necessario evitare di strutturare il sito in modo caotico e confusionario, per permettere agli utenti di trovare facilmente le informazioni di cui hanno bisogno, riducendo la frustrazione e aumentando il tempo di permanenza sul sito.

Mappare il sito web è la prima cosa da fare per razionalizzare la sua struttura. Bisogna identificare le pagine principali e quelle secondarie che compongono il sito e fare in modo che non siano ridondanti. 

Se il sito ha una pagina dal nome “la nostra storia” e una dal nome “il nostro metodo”, si potrebbe pensare di fondere le informazioni in un’unica pagina che ripercorra le tappe del brand e ne racconti i valori.

Per puntare a semplicità e chiarezza è bene evitare:

  • menù sovraccarichi, con troppi elementi che confondono l’utente;
  • link incoerenti, che non seguono un percorso logico o portano a pagine non correlate;
  • mancanza di titoli (H1) e sottotitoli (H2, H3), utili per rendere ogni sezione o sotto-sezione leggibile e facilmente navigabile.  

In definitiva, less is more: cercare di condensare contenuti e informazioni in un numero di pagine limitato è sempre una buona idea e non coincide con l’immagine di un sito “povero”.

Si può avere un sito vetrina con poche pagine principali ma tantissimi articoli del blog, o un ecommerce che vende centinaia di prodotti diversi ma ben categorizzati.

L’importante è guidare senza sforzo l’utente verso le informazioni che desidera.

Illustrazione 3D di una barra di ricerca di un sito web su sfondo azzurro

2. Gli URL delle pagine sono descrittivi?

Tutti gli URL delle pagine di un sito web devono essere chiari e descrittivi, devono riflettere il contenuto della pagina in modo preciso. 

URL che riportano una dicitura come “pagina4” non sono informativi e non fanno altro che confondere gli utenti e ostacolare un buon posizionamento SEO.

Allo stesso modo, URL con stringhe come “i-nostri-servizi-di-brand-e-visual-identity” sono troppo lunghi: perché non limitarsi, come nel nostro caso, a www.waywebagency.com/brand-identity? 

 Optare per URL leggibili e contenenti poche parole chiave migliora l’esperienza utente e la SEO, facilitando la navigazione e la condivisione dei link.

Da evitare:

  • URL autogenerati composti da stringhe di caratteri senza significato come numeri o codici;
  • URL fuorvianti, le cui pagine non contengono le informazioni promesse dalla stringa;
  • URL senza trattini tra una parola e l’altra, che non aiutano l’indicizzazione;
  • URL con parole inutili o stop words (come “e”, “di”, “con”) che rallentano la leggibilità.


Gli URL di qualsiasi pagina, compreso l’articolo di un blog come questo, sono determinanti nella scalata dei motori di ricerca ed è bene ricordarselo sempre.

3. Sono presenti link interni e CTA?

I link interni sono un elemento cruciale per la navigazione del sito e per la SEO. Consentono di collegare le varie pagine del tuo sito web, facilitando la navigazione per gli utenti e aiutando i motori di ricerca a comprendere la struttura del sito. Un buon sistema di link interni può migliorare notevolmente l’esperienza utente e aumentare il tempo di permanenza sul sito.

Vale lo stesso discorso per le Call to Action, che spostano l’utente verso altre pagine o sezioni del sito e incentivano le conversioni. Abbiamo approfondito l’importanza delle CTA in un post dedicato: Call to Action efficaci: una guida per trasformare l’utente in cliente.

Un sito privo di link interni e bottoni CTA risulta statico e poco coinvolgente e riduce il tempo di navigazione medio degli utenti. Allo stesso tempo, disseminare link e bottoni all’interno delle pagine permette di “spezzare” muri di testo e rendere il design più attraente.

Cosa evitare?

  • L’assenza di link interni, che rende di conseguenza le pagine isolate;
  • link non rilevanti, che non sono studiati strategicamente per aiutare l’utente e che invece lo portano verso pagine non correlate;
  • link troppo nascosti, che non sono evidenti all’utente e diventano quindi inutili;
  • troppe Call to Action in una singola pagina, che rischiano di confondere gli utenti e ridurre l’efficacia dell’azione. 

Abbiamo parlato di link interni. Ma quelli esterni? Da evitare il più possibile! Non vogliamo in nessun modo che il navigatore abbandoni il nostro sito, a meno che non sia dirottato su una piattaforma esterna che vende i prodotti del nostro brand o verso altre risorse utili. In quest’ultimo caso, come ad esempio link esterni in un post del blog, è preferibile impostare l’apertura in una nuova finestra, in modo tale da permettere all’utente di tornare rapidamente sul tuo sito.

4. Le informazioni del brand sono evidenti e chiare?

Uno degli errori più comuni nella progettazione di un sito web è la mancanza di informazioni chiare e facilmente accessibili, come quelle presenti nella pagina dei contatti e nel footer. Questi elementi sono fondamentali per la UX, perché forniscono agli utenti le informazioni necessarie per interagire e comunicare con il brand. 

La pagina contatti può sembrare la più semplice da progettare, ma quante volte capitiamo in un sito alla ricerca di un contatto diretto, un’email o un numero di telefono, e ci mettiamo più tempo del previsto a trovarlo?  

Ti ho parlato del footer, descrivendolo come “il touchpoint che non ti aspetti”, nel post Ottimizza i touchpoint del tuo sito web. È facile dimenticarsi dell’importanza della porzione statica finale del sito, ma il footer è preziosissimo: può contenere una vera e propria mappa consultabile del sito e riportare le informazioni legali e i contatti del brand.

Quali errori evitare?

  • Giocare a nascondino con la pagina contatti: deve essere presente nel menu di navigazione e linkata a una o più CTA;
  • form di contatto troppo complessi, che richiedono informazioni non necessarie per l’attività, insospettendo gli utenti e scoraggiando così la compilazione completa;
  • Dimenticarsi di riportare informazioni rilevanti come gli orari di apertura di un negozio, o ancora peggio il link alle pagine consultabili di privacy e cookie policy, obbligatorie per legge. Se vuoi approfondire il tema della protezione dei dati, ti consiglio di leggere il nostro articolo Design e privacy: realizzare un sito web conforme al GDPR. 

Una navigazione intuitiva e informazioni facilmente accessibili sono cruciali per evitare frustrazioni e per garantire che i visitatori possano ottenere rapidamente le risposte che cercano.

Schiera di ragazzi e ragazze su sfondo arancio scuro che navigano sul web ognuno sul proprio smartphone

5. Il sito web è ottimizzato per tutti i browser e i dispositivi mobile?

Come ti raccontavo nel post Sito responsive e mobile ready, più del 50% del traffico internet proviene da dispositivi mobile, gli smartphone che accompagnano la nostra vita h24. L’ottimizzazione mobile non può più essere un’opzione: è diventata una necessità. Ignorare questa esigenza significa perdere una grande fetta di potenziali visitatori. 

Da evitare:

  • design non responsivo, che non si adatta automaticamente alle dimensioni di telefono o tablet. Risultato? Il bottone di una CTA grande come l’intero schermo;
  • elementi non ottimizzati, come immagini che non si caricano o pulsanti e testi non visibili sugli schermi più piccoli;
  • navigazione difficoltosa: quante volte capita di accedere da mobile a siti web con menu e link difficili da cliccare sullo schermo touch, posti al limite dello spazio a disposizione o che costringono a zoomare o a scrollare la pagina con le dita?

Tutte e tutti noi, poi, abbiamo un browser preferito: Chrome? Safari? Firefox? Edge? Vivaldi? (Sono curioso di sapere quale utilizzi tu, fammelo sapere nei commenti!).

Ogni browser interpreta il codice web in modo leggermente diverso, il che significa che un sito web potrebbe apparire e funzionare diversamente a seconda del browser utilizzato. Ignorare l’ottimizzazione per diversi browser, così come con i dispositivi, può portare a problemi di compatibilità e conseguente frustrazione dell’utente.

Testo "Loading please wait "su sfondo mattone chiaro con dadi di legno che mostrano i puntini del caricamento con intensità di colore diverse

6. Il sito web si carica velocemente?

Un’ottimizzazione corretta tiene conto anche dei tempi di caricamento su diversi dispositivi o browser.

La velocità di caricamento del sito è un fattore critico per l’esperienza utente. Un sito lento può portare gli utenti ad abbandonarlo rapidamente; la percezione generale del brand, poi, sarà messa a repentaglio anche soltanto da qualche secondo di attesa di troppo.

Utilizzare tecniche di ottimizzazione delle immagini (formati compressi e file ridimensionati), ridurre il numero di script e utilizzare una rete di distribuzione dei contenuti (CDN) sono passi importanti per migliorare la velocità del sito e garantire una navigazione fluida e senza intoppi.

Cosa evitare, allora?

  • Hosting di bassa qualità, che possono avere sovraccarichi e rallentare improvvisamente la navigazione degli utenti;
  • Script esterni, come banner pubblicitari o widget social che possono aumentare il tempo di caricamento della pagina integrale;
  • cache non configurata, che costringe il server a elaborare ogni richiesta e ad allungare i tempi di caricamento.

Investire tempo e risorse nell’ottimizzazione della velocità del sito paga sempre: un sito “scattante” appaga gli utenti più esigenti, contribuisce a un buon posizionamento nei motori di ricerca e migliora le conversioni.

7. Sono presenti contenuti duplicati?

Bisogna fare particolare attenzione ai contenuti duplicati in un sito web. Cosa intendiamo per contenuti duplicati? Sono porzioni significative di contenuto presenti in più di un URL all’interno di un sito web o su siti diversi. 

Se per esempio si copia-incolla sul proprio sito parte di un post del blog di un altro sito (cosa che ovviamente sconsiglio di fare principalmente per ragioni etiche) si rischia di confondere i motori di ricerca, rendendo difficile determinare quale versione del contenuto sia la più rilevante per una determinata query di ricerca.

Duplicare i contenuti del proprio sito, anche se non è appropriazione indebita come l’ultimo esempio, porta allo stesso risultato. Se le pagine “chi siamo” e “come lavoriamo” riportano lo stesso testo, l’indicizzazione di entrambe le pagine sarà limitata. Più duplicati conterrà un sito, quindi, meno visibilità avrà sui motori di ricerca.Ogni pagina deve avere contenuti unici e rilevanti, ma bisogna anche evitare problemi tecnici come le versioni HTTP e HTTPS di un URL, che, se non correttamente configurate, possono diventare duplicati. Stessa cosa vale per stringhe con le 3W (www.waywebagency.com) o senza (waywebagency.com) o formati alternativi come le pagine stampabili, quelle che generalmente riportano la stringa “print=true” nel finale dell’URL.

8: Il sito web è accessibile e inclusivo?

L’accessibilità web è cruciale per permettere a qualsiasi utente, indipendentemente dalla propria abilità, dal genere, religione, orientamento sessuale, a utilizzare il sito senza essere discriminato. Non considerare l’accessibilità significa escludere una parte significativa del pubblico.

È bene implementare standard di accessibilità come il contrasto dei colori, la navigazione da tastiera e l’uso di testo alternativo (l’ALT TEXT) per le immagini, così come sta diventando molto importante utilizzare un linguaggio inclusivo. Anna ha approfondito proprio quest’ultimo aspetto nel post Design inclusivo nei siti web: oltre gli stereotipi di genere che ti consiglio di leggere. L’accessibilità non è un aspetto da trascurare, anche per via di direttive sempre più chiare a livello politico. A questo proposito ti lascio il link dell’European Accessibility Act, ovvero la nuova legge europea sull’accessibilità che riguarda ovviamente anche i siti web.

Lucchetto chiuso sulla tastiera di un computer per indicare la sicurezza dei dati di un sito web

9: Il sito web è sicuro?

La sicurezza è una priorità assoluta per migliorare la fiducia degli utenti.
Un sito non sicuro è vulnerabile a cyberattacchi che possono compromettere i dati degli utenti e la reputazione del brand. Implementare misure di sicurezza come certificati SSL, aggiornamenti regolari e firewall è essenziale per proteggere il sito e i suoi visitatori, migliorando l’esperienza utente.Non mi dilungo ulteriormente, ma ti invito a leggere l’articolo che ho scritto qualche mese fa sul tema cybersicurezza: La sicurezza dei siti web: dagli antivirus ai plugin di protezione.

10: Quanti plugin sono stati installati?

Proprio all’interno dell’ultimo articolo linkato ti suggerisco determinati plugin da utilizzare per rendere un sito web meno permeabile ad attacchi informatici.

Ma l’uso eccessivo di plugin è un errore comune di tante persone che cercano autonomamente di aggiornare e migliorare il proprio sito, rischiando di  comprometterne seriamente la performance. 

Ogni plugin, infatti, aggiunge codice al sito e lo rallenta. Pensa, banalmente, alle prestazioni del tuo smartphone prima e dopo aver scaricato una ventina di app diverse.

Non solo: ogni plugin è anche un potenziale punto di ingresso per gli attacchi informatici. E ancora, ci sono plugin di diversi sviluppatori che possono entrare in conflitto tra di loro, causando malfunzionamenti o addirittura mandando in crash il sito.

Quello dei plugin è un mondo complesso, da affrontare con cautela, conoscere e monitorare costantemente (perché i plugin vanno aggiornati regolarmente per garantire la loro efficacia).

Non è un gioco da ragazzə

Come ho già scritto all’inizio di questa checklist, le risposte a queste 10 domande e qualche tips di errori da evitare non sono sufficienti a renderti autonomə nella realizzazione di un sito web. 

Quelli trattati sono temi o singoli interventi che riteniamo fondamentali per l’architettura di un buon sito e che mettiamo in pratica in modi diversi ogni qual volta ci troviamo a lavorare a un nuovo progetto web.
Come hai visto, alcuni aspetti sono più tecnici e legati al codice, altri più etici, come il discorso sull’accessibilità. Possono però essere lo spunto di partenza per avere un dialogo più chiaro e produttivo con professionistə o web agency come la nostra. 

Ricordati che chi ha il compito di consegnarti una casa online costruita su misura non ha solo a che fare con la scelta dei font e la grandezza dei bottoni, ma deve tenere conto di prestazioni, velocità, collegamenti, indicizzazione, ottimizzazione, sicurezza, accessibilità e tanto altro.

Non è mai un gioco da ragazzə mettere insieme tutti questi aspetti e realizzare un sito che funzioni davvero bene, che sia user-friendly e ovviamente piaccia a chi l’ha commissionato.

Nel momento in cui il cliente inizia a masticare la lingua del web designer e si rende conto di quanto sia complesso il nostro lavoro, è più facile confrontarsi, immaginare e proporre idee e soluzioni che vadano in una direzione comune verso il traguardo finale: un sito web perfetto.

Immagine di Alessandro
Alessandro
Founder di WAY e web designer esperto
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