La sicurezza dei siti web: dagli antivirus ai plugin di protezione

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Esplora i metodi più efficaci per difendere il tuo sito da attacchi informatici

Oggi sentiamo spesso parlare di messa in sicurezza della rete privata virtuale, ovvero di VPN. I servizi VPN vengono utilizzati principalmente per trasmettere dati via Internet in modo sicuro: garantiscono la privacy, rendono il tuo indirizzo IP anonimo e utilizzano la crittografia per proteggere la tua connessione Internet dagli accessi non autorizzati.

Si tratta di sistemi sempre più popolari e utili a rendere reti e connessioni sicure, ma che non hanno nulla a che vedere con la sicurezza dei siti web.

Proteggere un sito web da attacchi informatici è fondamentale per tante ragioni – non ultima la tua tranquillità quando fai login nel tuo backend per controllare ordini o scrivere un post del blog – ed è quello che cercherò di spiegarti con questo articolo.

Vedremo quali sono i rischi più grandi che il tuo sito può correre (le tipologie di violazioni e data leaks possibili) e qualche strumento utile per contrastare queste minacce. Per farlo, facciamo un passo indietro per ripercorrere velocemente la storia della sicurezza digitale.

Non so se ti ricordi il film War Games – Giochi di Guerra, dell’ormai lontano 1983. Un giovanissimo Matthew Broderick, protagonista della pellicola, riusciva ad hackerare server governativi e ad accedere a sistemi di controllo di ordigni atomici.

Durante quegli anni di guerra fredda la tensione era talmente alta che lo stesso Presidente degli Stati Uniti dell’epoca, Ronald Reagan, fu colpito dagli scenari ipotizzati dal film e corse ai ripari: rese molto più severe le procedure di sicurezza e di protezione dell’arsenale nucleare.

War Games, nel suo piccolo, fu in grado di portare maggiore attenzione a livello popolare sul tema della cybersecurity. La figura dell’hacker, il classico criminale informatico dipinto sul grande schermo come sociopatico e nerd, era a tutti gli effetti una minaccia reale, contemporanea e pericolosa.

ragazzi al computer tratti dal film del 1983 wargames in cui si parlava di cybersecurity

Cybersecurity: dai film alla realtà

In pochi anni il mercato della cybersecurity si espande. Complice la diffusione di Brain, il primo virus che tramite floppy disk comprometteva i sistemi MS-DOS, emergono aziende informatiche che si dedicano allo sviluppo di software in grado di contrastare i virus.
Il californiano McAfee (ti suona familiare, vero?) è il primo a rendersi conto dell’enorme opportunità economica, e con la McAfee Associates produce e rilascia VirusScan, il primo strumento di difesa dei PC.

Le cose si complicano con l’arrivo degli anni ‘90: oltre alla Dr. Martens, le boyband, il Tamagotchi e il Game Boy, l’ultimo decennio del secolo scorso porta con sé una grande novità: internet. In poco tempo, le email si rivelano un veicolo perfetto per le infezioni. Vittime del classico “messaggio importante”, che contiene in allegato un malware in grado di installarsi nel sistema, gli utenti internet contribuiscono a loro insaputa alla circolazione di virus che vengono inviati automaticamente alla lista contatti.

Insomma, in quegli anni tutti i nostri enormi personal computer dovevano difendersi costantemente da pericoli del web con nomi strani (trojan, worm). Scommetto che anche tu, come me, hai avuto per lungo tempo l’icona del Norton Antivirus che puntualmente ti notificava la scadenza della licenza free e dipingeva scenari apocalittici per il tuo dispositivo, evitabili solo passando al piano a pagamento.

Gongolanti e con un certa presunzione, i possessori di Mac si salvavano dai cyberattacchi, mentre il sistema operativo Windows ha costretto bene o male tutti i suoi utenti, almeno una volta nella vita, all’odiata e temibile ultima possibilità per ripulire il proprio PC da virus: la formattazione.

L’evoluzione della sicurezza online: dai dispositivi ai siti web

Superata la paura infondata del millennium bug, che il 1 gennaio 2000 avrebbe dovuto generare l’apocalisse informatica, gli ultimi decenni sono stati protagonisti di un’evoluzione significativa in ambito sicurezza. 

Con la crescita esponenziale di Internet e del commercio elettronico, le minacce informatiche sono diventate più sofisticate e mirate ai siti web. Attacchi come phishing, ransomware, SQL injection e cross-site scripting sono diventati sempre più comuni.

Gli attacchi si sono spostati dai singoli dispositivi agli ecosistemi online più grandi, come siti web aziendali, piattaforme di e-commerce e reti di dati. L’obiettivo degli hacker è diventato quello di rubare dati sensibili, interrompere i servizi e sfruttare le vulnerabilità dei siti web.Ti faccio un esempio abbastanza recente: l’estate scorsa un gruppo di hacker ha condotto un attacco informatico contro Postel, una società controllata da Poste Italiane. Sono stati colpiti i server dell’azienda e rubati documenti d’identità e dati personali dei dipendenti. Lo stesso sito web è rimasto offline per diverse ore, creando ovviamente un disservizio per tutti i suoi utenti.

Questo tipo di violazione si chiama ransomware e prevede il furto di dati sensibili a cui segue la richiesta di un vero e proprio riscatto. Il ransomware non è affatto raro: ogni anno vengono colpiti migliaia di siti o server di grandi aziende, agenzie governative o strutture pubbliche come ospedali o università.

schermo di un computer che mostra l'alert di un attacco randsomware che viola la sicurezza del computer

Il tuo e-commerce, che ti permette di vendere prodotti in tutta Italia, non è di sicuro uno dei principali obiettivi della criminalità informatica. Ma se ci pensi, nel loro piccolo, anche le PMI o i liberi professionisti che vendono online raccolgono una grande quantità di dati grazie alle transazioni o alle interazioni online.
Tutti questi dati raccolti hanno un valore per i cybercriminali: per questa ragione, la sicurezza dei siti web è diventata una priorità assoluta per proteggere le informazioni personali e finanziarie degli utenti.

Gli strumenti moderni per la sicurezza dei siti web

La protezione dei siti web richiede misure di sicurezza più complesse e avanzate rispetto alla semplice scansione antivirus. È necessaria una difesa multilivello che includa firewall applicativi, crittografia dei dati e monitoraggio continuo delle attività sospette.

Parliamo di protocolli e strumenti avanzati progettati per proteggere l’intero ecosistema digitale, che ogni web designer deve conoscere bene quando lavora alla progettazione di un sito.

Come prima cosa voglio citarti tre tool che nel corso degli ultimi anni abbiamo utilizzato anche noi di WAY per proteggere i siti dei nostri clienti:

  • Wordfence: è un plugin di sicurezza per WordPress che offre protezione firewall, scansione di malware, blocco di IP sospetti e molto altro. È uno degli strumenti più completi e popolari per proteggere i siti WordPress. Abbiamo utilizzato di recente la versione Wordfence Premium per Meteca, un cliente particolarmente delicato perché appartenente al settore IT, che è più spesso esposto ad attacchi hacker. Con Wordfence che monitora il sito di Meteca, proteggendo il codice sorgente e avvisando se ci sono tentativi di modifiche ai file o login da parte di IP sospetti, abbiamo garantito la massima sicurezza al cliente e a tutti i suoi utenti.
schermata del software Wordfence dedicato alla sicurezza dei siti web
  • Sucuri: è un’altra validissima soluzione di sicurezza che fornisce servizi di firewall per applicazioni web (WAF), monitoraggio della sicurezza, scansione di malware e rimozione delle minacce.
    Come quasi tutti i plugin di security, Sucuri è disponibile in una versione base senza costi e in un upgrade a pagamento, particolarmente efficace nella protezione contro attacchi DDoS (spoiler: ti spiego tra poco cosa sono) e altre minacce complesse.
  • SolidWP: un altro potente strumento per la sicurezza dei siti WordPress, che offre protezione completa contro malware, backup automatici, e monitoraggio della sicurezza. Ha un’interfaccia molto user-friendly, che differisce dai tanti altri plugin per il solo fatto che non integra direttamente un firewall o un anti-malware nel suo pacchetto, ma si appoggia a servizi esterni per monitorare e proteggere i siti da possibili minacce.

Questi sono solo tre esempi di plugin a mio modo di vedere necessari per la salvaguardia dei dati di qualunque brand. Proteggere un sito da malware e attacchi hacker non è utile soltanto in termini economici, ma è fondamentale anche per preservare la fiducia degli utenti, che cercano sempre di più soluzioni “safe” e hanno tutto il diritto di dormire sonni tranquilli.

Abbiamo approfondito il tema della fiducia in questo post del blog “Fiducia online: come trasmetterla attraverso il design del tuo sito”, mettendo la sicurezza dei siti web in cima alla top 5 degli elementi fondamentali per rassicurare i navigatori.

Oltre agli strumenti appena descritti, è poi essenziale implementare protocolli di sicurezza per garantire una protezione completa. Tra i principali ci sono:

  • HTTPS: il protocollo HTTPS (HyperText Transfer Protocol Secure) crittografa i dati trasmessi tra il browser dell’utente e il server del sito web, proteggendo le informazioni sensibili da intercettazioni. 
  • Certificati SSL: i certificati Secure Sockets Layer sono utilizzati per stabilire una connessione sicura e crittografata. Assicurano che i dati scambiati tra l’utente e il sito web siano protetti.
  • Firewall Applicativi Web (WAF): i firewall applicativi web sono progettati per proteggere i siti web da attacchi comuni come SQL injection, cross-site scripting (XSS) e attacchi DDoS. Monitorano e filtrano il traffico HTTP per bloccare le minacce prima che possano danneggiare il sito.
mani in posizione di protezione di un lucchetto che mostra dei circuiti per indicare la sicurezza dei dati sul web

Difendersi, ma da cosa?

Le minacce alla sicurezza dei siti web sono molteplici e in continua evoluzione. Nel corso di questo articolo avrai letto nomi o sigle che hai ignorato fino ad oggi. Provo a farti un elenco dettagliato dei principali tipi di attacchi informatici che possono colpire i siti web:

  • Malware
    Il termine “malware” è l’abbreviazione di “malicious software” e si riferisce a qualsiasi software dannoso progettato per infiltrarsi, danneggiare o disabilitare computer, reti e siti web. Qualche esempio? I trojan, che si mascherano da software legittimi per eseguire azioni dannose proprio come il cavallo di Troia, e gli spyware che raccolgono informazioni sugli utenti a loro insaputa.
    In generale, i malware puntano a compromettere i dati sensibili o a ridurre le prestazioni di un sito.
  • Ransomware
    Come abbiamo già detto il ransomware è una forma di malware che crittografa i dati di un sistema o un sito web e richiede un riscatto per fornire la chiave di decrittazione. Oltre a generare parecchia ansia, questo attacco può portare a ingenti danni finanziari, ma anche reputazionali.
    Come ogni tipo di estorsione, poi, è difficile controllare e quantificare il fenomeno del ransomware, perché non tutte le aziende vittime del data leak denunciano l’attacco alle autorità.
  • Attacchi DDoS
    un attacco DDoS, che sta per Distributed Denial of Service, mira a rendere un sito web o un servizio online inaccessibile, sovraccaricandolo di traffico proveniente da diverse fonti come una botnet (una rete di computer compromessi). L’obiettivo? Semplice: fare in modo che il sito attaccato resti il più possibile offline, generando così una perdita economica.
  • Phishing
    Si tratta di una tecnica di ingegneria sociale con cui gli hacker tentano di ingannare gli utenti inducendoli a rivelare informazioni sensibili, come credenziali di accesso o dati bancari (la tua carta di credito), attraverso siti web fasulli.
    Il phishing invade anche la tua casella email e mette a rischio il mondo social: di recente stanno proliferando email e messaggi che rimandano a profili Business Meta finti con richieste di login che possono compromettere le tue credenziali di accesso di Facebook e Instagram.
  • SQL Injection
    Una SQL injection consente agli hacker di inserire un codice SQL malevolo nelle query SQL (che sta per Structured Query Language, ovvero il linguaggio di programmazione per l’archiviazione e l’elaborazione di informazioni in un database relazionale) di un sito web, manipolando il database e ottenendo accesso a dati sensibili. Il rischio di questo attacco è il furto di informazioni sensibili o la cancellazione di parte del database.
  • Cross-Site Scripting (XSS)
    Gli attacchi XSS sfruttano le vulnerabilità nei siti web per iniettare script dannosi (solitamente codici JavaScript) nelle pagine web visualizzate dagli utenti. L’effetto è la potenziale compromissione della sessione di un utente o il furto di informazioni personali e credenziali di accesso.
  • Attacco “brute force”
    L’attacco “forza bruta” è quello più imprevedibile e che personalmente mi crea più ansia: consiste nel tentare di indovinare le credenziali di accesso a un sito web attraverso tentativi ripetuti e sistematici. Per questo tipo di violazione una buona difesa che consigliamo sempre a tuttə è quella di utilizzare l’autenticazione a due fattori, che consiste di solito nell’invio di un messaggio con un codice temporaneo da utilizzare

Come puoi notare, i rischi per un sito web che non si dota di una bella corazza di difesa sono tanti (e non te li ho neanche elencati tutti!).

Non ho fatto questa carrellata per terrorizzarti, ma per farti capire che quel paio di email spam che ricevi ogni giorno sono acqua fresca rispetto a minacce ben più strutturate che colpiscono i siti web e che si possono contrastare solo adottando un alto livello di protezione.Il fenomeno degli attacchi informatici è in crescita e non è da sottovalutare. Se vuoi approfondire con qualche dato e qualche previsione, ti consiglio di dare un’occhiata all’accurata analisi statistica sulla cybersecurity condotta da Cobalt: come puoi leggere dal report, la previsione è di un aumento annuale del 15% dei danni finanziari generati da crimini informatici.

mani che digitano su una tastiera di un computer e simboli di utente, password, lucchetto, documenti per indicare la sicurezza dei dati nei siti web

La sicurezza dei siti web è una maratona, non la corsa dei 100 metri

Proprio come gli antivirus degli anni ‘90 o – per fare un altro parallelismo – come i vaccini per il Covid-19, tieni presente che anche i tool moderni per la sicurezza del tuo sito web vanno aggiornati.

Per difendersi efficacemente è cruciale aggiornare costantemente i plugin e software come Wordfence o Sucuri che ti ho già citato o qualunque altra soluzione tu abbia adottato. Gli aggiornamenti spesso includono patch di sicurezza che correggono vulnerabilità note, riducendo il rischio di attacchi.

La sicurezza dei siti web non è un obiettivo da raggiungere una volta per tutte, ma è un processo continuo. Ahimè, non puoi cantare vittoria dopo aver installato uno dei plugin che ti ho consigliato in questo articolo: dovrai monitorare tu stessə la situazione, eseguire gli aggiornamenti ed eventualmente, con il passare del tempo, trovare altri plugin più adeguati a proteggere la tua casa online.

Oppure, consiglio spassionato, puoi contattare WAY o una web agency che sia in grado di proteggere al meglio il tuo e-commerce o la tua vetrina online.

Insomma, è essenziale rimanere vigili e adattarsi rapidamente ai nuovi sviluppi in materia sicurezza. Un ultimo consiglio che voglio darti è di fare backup con una certa regolarità o almeno tutte le volte che fai modifiche sostanziali sul sito. I backup periodici garantiscono la continuità della tua attività anche in caso di intoppi: potrai ripristinare i dati persi, rubati o modificati e tornare velocemente online. 

Noi ci occupiamo di questo e altro, se hai bisogno sai dove trovarci!

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Alessandro
Founder di WAY e web designer esperto
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