Questo mese ti parlo di successo, ispirazione e dell’importanza di un web design inclusivo
Il mese scorso ho compiuto 42 anni. Il compleanno è quel classico momento in cui tiro le somme di quanto fatto negli ultimi mesi.
Questa prima parte di 2024 mi ha portato più soldi e successo lavorativo rispetto agli anni passati? Probabilmente no, ma non è questo il punto e te lo voglio spiegare con le bellissime parole della scrittrice Susan Cain:
«Ognuno può brillare, sotto la giusta luce. Per alcuni è un riflettore di Broadway, per altri una lampada da tavolo.»
Io appartengo alla seconda categoria di persone descritte nel suo Manifesto per gli introversi. Sono tendenzialmente timida, introversa, e non mi piace molto stare al centro dell’attenzione. Preferisco una vita lontana dai riflettori e dallo stress provocato da determinate esperienze o situazioni.
Allo stesso tempo, la mia vita non è costellata da fallimenti. Anzi, nel mio angolino (chiamala se vuoi comfort zone) sono sicura di aver collezionato piccoli successi, lavorativi e non.
Per ognunə di noi la parola “successo” ha un significato diverso.
Possiamo misurare il successo prendendo in considerazione valori come lo status sociale, la posizione lavorativa, la fama, la ricchezza, i riconoscimenti e tanti altri traguardi raggiungibili. Ma una volta superati, è molto facile che la pressione sociale ci porti a stabilire altri obiettivi sempre più complessi da raggiungere.
Possiamo invece affermare di aver raggiunto un successo del tutto personale quando siamo pienamente soddisfatti della nostra vita e delle nostre attività quotidiane. Potrà essere un successo piccolissimo se paragonato alle storie di crescita dei personaggi dei film che amiamo, ma perché mai non dovrebbe bastarci?
Se penso al mio ruolo nella vita degli altri, alla mia determinazione nel raggiungere piccoli obiettivi uno dopo l’altro, alla mia capacità di ricominciare anche quando le cose non sono andate come avrei voluto, al coraggio di fare scelte difficili quando sentivo il bisogno di stare meglio (non parlo solo dell’ambito lavorativo), allora posso ritenermi davvero soddisfatta.

Guardando la mia vita sotto la “piccola” luce evocata da Susan Cain, posso dire di essere fiera di me. Come tuttə ho fatto errori, sono caduta e mi sono rialzata. Ho imparato dagli sbagli e continuerò a farlo, procedendo senza rimpianti su una strada fatta su misura per me, per le mie consapevolezze e i miei obiettivi.
Un obiettivo fondamentale? Un web più inclusivo e accogliente
E siccome siamo tutte e tutti diversə, con questa newsletter non voglio solo lasciarti un report della mia vita: voglio anche e soprattutto parlarti di un tema importante come l’inclusività.
Lavorando come designer di siti web, credo sia fondamentale dare il mio contributo affinché gli spazi digitali siano sempre di più luoghi neutri e democratici di incontro e scambio, senza discriminazioni e barriere.
Come avrai notato leggendo questa e altre newsletter, sto utilizzando la schwa, ovvero questo simbolo: “ə”. Lo faccio per evitare di utilizzare il maschile sovraesteso, di riferirmi a “tutti” quando posso invece parlare a un pubblico ben più vasto di genere maschile, femminile e non-binary.
Con uno sforzo minimo (quando si scrive, si tratta davvero di utilizzare un asterisco o un carattere anziché un altro) si può adottare un linguaggio inclusivo e accogliente. Lo possiamo fare quando inviamo messaggi sciocchi nelle chat WhatsApp di gruppo e quando mettiamo a punto pagine di vendita o form di contatto nei nostri siti web.
A che pro? Beh, innanzitutto, per me stare alla larga dagli stereotipi di genere è questione etica e morale. Ma poi, se vogliamo metterla sul piano dell’utilità, puntare a soluzioni linguistiche inclusive nei siti web è una strategia vincente in ottica UX.
Quante volte ti ho già ripetuto dell’importanza di conquistare il tuo target, di farlo sentire a proprio agio, di creare un rapporto empatico per facilitare le vendite? Ecco, per conquistare il tuo pubblico la prima cosa da fare è evitare di discriminarlo.
Ho approfondito il tema dell’inclusività in Design inclusivo nei siti web: oltre gli stereotipi di genere, il nuovo articolo di WAY Forward.
All’interno del post non si parla solo di linguaggio, ma anche di forme, colori e buone pratiche per puntare a una rappresentazione visiva equa e un design davvero inclusivo.
Guarda l’immagine qui sotto: non credi che sia ora di dire addio agli stereotipi di genere? Possiamo andare ben oltre la creazione di siti color rosa per attività prevalentemente “al femminile” e trovare nuove categorie a cui rivolgerci, abbandonando la facile targetizzazione maschio/femmina ormai superata.

Non dimentichiamoci poi che il discorso inclusività nel web può e deve estendersi alle diverse culture, etnie, religioni, così come all’età e alla lingua.
Ti invito ad approfondire l’argomento leggendo l’intero articolo, lo trovi qui:
Design inclusivo nei siti web: oltre gli stereotipi di genere
Siti web accoglienti, ma anche sicuri
Dopo aver rivisto i tuoi testi e cestinato le immagini stereotipate inserite nel tuo sito, è ora di una bella ripassata del tema cybersecurity.
Sì, lo so, è un po’ meno allettante come argomento. Protocolli HTTPS, certificati SSL, anti-malware, firewall e plugin di sicurezza non sono proprio il tuo pane, vero?
Purtroppo, non bisogna sottovalutare la protezione del proprio sito web da attacchi hacker come ransomware o phishing. È bene dotare il proprio e-commerce o vetrina online di dispositivi di sicurezza, rimanere vigili e adattarsi rapidamente ai nuovi sviluppi in materia. Perché mentre restiamo fermə pensando che nulla succederà al nostro sito, intanto il fenomeno degli attacchi informatici è in costante crescita.
Il primo consiglio che mi sento di darti è semplicissimo: ricordati di fare backup periodici del tuo sito. Se hai bisogno del supporto di WAY per mettere al sicuro tutti i tuoi dati, puoi contattarci compilando questo form.

Il secondo consiglio? Dai un’occhiata all’approfondimento che abbiamo scritto qualche settimana fa sul blog: La sicurezza dei siti web: dagli antivirus ai plugin di protezione.
All’interno dell’articolo ripercorriamo la storia della sicurezza web, dagli antivirus degli anni ‘80 alle VPN attuali, concentrandoci su buone pratiche e strumenti da adottare per difendere al meglio un sito web.
Poi non dire che non ti avevamo avvisatə! 🙂
Ispirazioni per visionari digitali
Questo mese ho deciso di darti un consiglio di lettura un po’ diverso dal solito.
Non si tratta di un libro, di un articolo, di un podcast o di un disco (anche se sono andata a vedere il concerto dei The National ed è stato davvero emozionante!).
Qualche venerdì fa sono stata alla presentazione del nuovo libro della designer e autrice Maria Cristina Lavazza, 33 funamboliche storie di facilitazione.
L’incontro è stato aperto e moderato da Luisa Carrada, che spero tu conosca (in caso contrario, ti consiglio di fare un salto sia sul suo sito sia su quello di Maria Cristina).
Nell’introdurre la presentazione del libro, Luisa ha letto alcuni estratti del discorso di Wislawa Szymborska del 1996, tenuto in occasione del conferimento del Premio Nobel per la letteratura.

Ti lascio qui sotto un passaggio del discorso legato all’ispirazione:
L’ispirazione non è un privilegio esclusivo dei poeti o degli artisti in genere. C’è, c’è stato e sempre ci sarà un gruppo di individui visitati dall’ispirazione.[…] L’ispirazione, qualunque cosa sia, nasce da un incessante “non so”.
Mi ha colpito molto quel “non so”, quel dubbio che secondo la poetessa polacca diventa un motore a disposizione delle persone che vogliono mettersi in gioco con passione e fantasia.
Penso di essere fortunata a comprendere e condividere quest’approccio. La curiosità, la voglia di conoscere cose nuove e di interrogarmi costantementemi motiva a fare meglio sul lavoro e dona un senso e un sapore diverso a tutta la mia vita. Per questo vorrei consigliarti la lettura del discorso integrale sperando che colpisca ed emozioni anche te.
Lo trovi qui. Buona lettura e alla prossima!