L’Arte di scrivere i prompt 

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Come parlare con l’AI per ottenere risultati migliori

Interagire con l’Intelligenza Artificiale – specie con strumenti molto diffusi come ChatGPT – è un po’ come avere una conversazione con un super-esperto sempre disponibile e con una memoria da elefante. Può aiutarci a trovare idee, risolvere problemi, proporre alternative, correggere bozze e creare contenuti originali. Ne avevamo già parlato in questo blog un po’ di tempo fa, con la giusta premessa che si tratta di uno scenario in continua evoluzione. 

Ma c’è un dettaglio fondamentale che fa la differenza tra una risposta generica e un risultato davvero utile: il modo in cui facciamo le domande.

La vaghezza e la confusione, si sa, sono nemici della buona comunicazione e del pensiero strategico. Un brief impreciso e superficiale porta a risultati mediocri. Questo vale quando ci confrontiamo con un team di lavoro, quando dobbiamo dare indicazioni ai fornitori e – a maggior ragione – anche con l’AI.

Oggi moltə usano ChatGPT (e tool analoghi) per generare testi, ma il vero valore aggiunto dell’AI non è scrivere al posto nostro o velocizzare la stesura di contenuti purchessia, bensì aiutarci a pensare meglio. Ad esempio, nella gestione di un brand l’AI può venirci in aiuto per

  • analizzare il pubblico/target a cui ci rivolgiamo
  • valutare la concorrenza
  • fissare degli obiettivi precisi e realistici
  • generare idee
  • trasformare le idee in iniziative concrete (e capaci di raggiungere gli obiettivi).

In altre parole, l’AI può davvero diventare un acceleratore di business e un generatore di soluzioni efficaci in un’ottica di design thinking. A patto però che si sappia bene come chiederle. Per utilizzare al meglio l’AI, la discriminante è il modo in cui la interpelliamo e la interroghiamo. La chiave, cioè, sta nel prompt.

una designer lavora al computer impostando dei prompt AI

Le parole per chiederlo: il valore del prompt

Cominciamo dalle definizioni di base. Un prompt è l’input testuale che forniamo a un tool di intelligenza artificiale per guidarne la risposta. È la chiave semantica (è fatto di parole, come quelle utilizzate dal giornalista che fa un‘intervista o da un professore che interroga in classe) che abbiamo a disposizione per ottenere risultati pertinenti. Più il prompt è chiaro, logico, dettagliato, più l’AI sarà precisa ed efficace. 

Scrivere un buon prompt significa trasformare un’idea vaga in un comando strutturato, ottimizzando il potenziale di strumenti come ChatGPT per generare testi, immagini e persino codice. In pratica, rappresenta l’arte di dialogare con l’AI per ottenere esattamente ciò che serve.

“Scrivi una descrizione di 150 parole per un post Instagram che promuove un nuovo caffè nel centro di Bologna. Il tono deve essere amichevole e deve evidenziare l’atmosfera accogliente del luogo e la qualità del caffè artigianale.”

 Perché questo esempio (ipotetico) di prompt funziona?

  • Perché è specifico (descrizione per Instagram, 150 parole).
  • Perché indica il tono desiderato (amichevole e invitante).
  • Perché definisce gli elementi chiave da includere (atmosfera e qualità del caffè).

Con un prompt così, l’AI è in grado di capire con una certa esattezza cosa generare senza lasciare troppo spazio all’interpretazione. Naturalmente l’esempio di prompt che ho fatto è basic, ha un testo anonimo e senza fronzoli, simile a un classico brief di agenzia pubblicitaria. Eppure è efficace, perché permette all’AI di elaborare una risposta “come se fosse il risultato di un ragionamento umano”.

Rappresentazione astratta di prompt AI

Quali richieste fare all’AI prima di creare un sito o una brand identity?

Nell’esempio precedente, l’output, così come la richiesta, erano particolarmente semplici. L’AI però può fare molto di più: può diventare un’alleata preziosa per raccogliere informazioni, generare spunti e strutturare il lavoro nelle fasi iniziali di un progetto digitale, prima di affidarsi a una o un professionista. 

Faccio qualche esempio per spiegarmi meglio.

Analisi del pubblico

Se volessi ottenere una visione più chiara del tuo pubblico di riferimento e dei suoi bisogni, potresti interrogare ChatGPT con un prompt di questo tipo: 

“Vendo prodotti di lusso ecosostenibili per la casa. Descrivi il mio target ideale. Includi età, interessi, valori e motivazioni d’acquisto.”

Studio della concorrenza

Per capire come puoi differenziarti dai competitor e quali strategie possono funzionare meglio nel tuo settore, la tua domanda potrebbe essere:

“Analizza i punti di forza e debolezza di questi tre brand: [nomi]. Considera branding, pricing, comunicazione e customer experience.”

Mappatura del mercato

Vorresti individuare le opportunità di posizionamento del tuo brand ed eventualmente esplorare nuove strategie di business? Prova a chiedere all’AI qualcosa di simile all’esempio che segue, personalizzato naturalmente alle tue esigenze:

“Quali sono i principali trend nel settore [settore] e quali nicchie di mercato in Italia sono in crescita?”

Definizione dei valori di brand

L’AI può aiutarti a chiarire l’identità del tuo brand per rendere più autentica e coerente la comunicazione. In questo caso un prompt efficace potrebbe essere qualcosa come:

“Se il mio brand fosse una persona, quali tratti di personalità potrebbe avere in base a questi valori: sostenibilità, esclusività, artigianalità?”

Preparazione di un brief per i fornitori

Sempre nelle fasi iniziali di creazione del brand e di progettazione delle strategie di lancio, l’AI ti può dare una mano nel preparare un documento chiaro per collaborare al meglio con designer, sviluppatori e marketer. Fare capire i propri obiettivi e la propria visione ai fornitori non è mai facile, così come motivarli e stimolarli nel processo creativo. ChatGPT può diventare così un “generatore di brief” efficaci, contribuendo a ottimizzare l’utilizzo di risorse esterne. Ci vuole però il prompt giusto, che potrebbe essere: 

“Scrivi un brief chiaro per un’agenzia web che dovrà realizzare il mio sito aziendale. Includi obiettivi, pubblico di riferimento e tono di comunicazione.”

Raccolta di domande per un questionario ai clienti

L’AI può essere utile anche per attività non strettamente progettuali, come la raccolta di feedback reali per affinare il posizionamento e la strategia. In questo caso un prompt utile potrebbe recitare:

“Genera 10 domande per un sondaggio sulla percezione del mio brand. Includi domande su valori, affidabilità e differenziazione rispetto ai competitor.”

Simulazione di scenari di marketing

E se volessi anticipare le criticità della tua comunicazione e sviluppare risposte strategiche per migliorare visibilità e conversioni?  Anche qui, un prompt ben congeniato potrebbe darti una grossa mano: 

“Vendo un software gestionale per PMI. Quali potrebbero essere le principali obiezioni dei clienti? Come potrei rispondere a ciascuna di queste obiezioni con argomentazioni solide?”

Validazione di un’idea di business

Avventurarsi in un nuovo progetto a volte può sembrare un salto nel buio. L’AI può venirti in aiuto anche in questa fase preliminare, contribuendo a raccogliere insight utili prima di investire tempo e risorse. Prova a chiedergli un parere come se fosse un luminare di Cambridge:

“Quali dati e trend supportano la crescita di un servizio di coaching online per imprenditori?” 

“Fai un elenco ragionato dei pro e dei contro di un servizio di catering di specialità siciliane a Milano.”

Insomma, se utilizzata con il giusto spirito critico, l’AI generativa è una risorsa preziosa ed estremamente flessibile. Se temi la sua invadenza e incontrollabilità (cosa assolutamente legittima!), pensa sempre che di base l’AI non prenderà decisioni al posto tuo, ma ti permetterà di vedere le cose da nuove prospettive e di arrivare con le idee più chiare e con maggiore preparazione al momento di dare un incarico a consulenti e professionisti esterni. 

In particolare, in questa fase preliminare, l’AI non sostituirà né la tua creatività né il tuo spirito imprenditoriale, ma ti aiuterà a gestire meglio uno dei momenti più delicati di un business in rampa di lancio: il rapporto con i fornitori di servizi intellettuali. 

silohuette di donna con testi di prompt che fluttuano in aria

I miei 10 consigli (+1) per scrivere prompt efficaci con ChatGPT

Scrivere un buon prompt è una competenza strategica. Come dicevo prima, più il prompt è mirato, più l’AI può offrire risposte utili. Per affinare tale competenza è utile allenarsi, provare e riprovare, non accontentarsi della prima domanda.

A questo proposito ho provato a stilare i miei 10 consigli, accompagnandoli con argomentazioni specifiche e altrettanti esempi pratici di cosa fare (e non fare), facilmente adattabili a brand e contesti di business diversi e specifici. Il web è pieno di decaloghi di “how-to” e forse non c’era il bisogno di aggiungerne un altro. Ho cercato però di creare qualcosa di semplice e operativo, con un approccio più da consulente digitale che da guru del tech. E ho anche aggiunto un punto “bonus” che può davvero fare la differenza!

1. Sii chiaro e specifico

Non scrivere: “Dimmi qualcosa sul branding.”

Scrivi invece: “Quali strategie di branding funzionano meglio per un brand di lusso nel settore moda?”

Perché: un prompt generico porta a risposte vaghe. Essere specifici aiuta a ottenere consigli realmente applicabili.

2. Definisci bene il contesto

Non scrivere: “Dammi idee per una strategia di comunicazione.”

Scrivi invece: “Sto lanciando una startup tech che offre soluzioni di cybersecurity per una PMI. Quali strategie di comunicazione mi consigli per raggiungere decision-maker aziendali?”

Perché: il contesto aiuta a generare risposte più pertinenti ed evita suggerimenti generici.

3. Specifica il tono e lo stile desiderati

Non scrivere: “Scrivi un post sui vantaggi dell’automazione del marketing.”

Scrivi invece: “Scrivi un post LinkedIn in tono professionale e autorevole per un pubblico di imprenditori, spiegando i vantaggi dell’automazione del marketing nel migliorare la gestione dei lead.”

Oppure: “Scrivi una caption per Instagram con un tono informale e coinvolgente che spieghi in modo semplice perché le PMI dovrebbero usare tool di marketing automation.”

Perché: definire il tono e il canale di destinazione aiuta l’AI a produrre un contenuto più efficace e adatto al pubblico.

4. Includi prospettive o ruoli specifici

Non scrivere: “Come posso migliorare la fidelizzazione dei clienti?”

Scrivi invece: “Rispondi come se fossi un esperto di strategie di customer retention nel settore retail.”

Perché: specificare un punto di vista fa sì che la risposta sia più mirata e professionale.

5. Esplicita il target a cui vuoi rivolgerti

Non scrivere: “Quali sono i vantaggi dell’automazione del marketing?”

Scrivi invece: “Quali sono i vantaggi dell’automazione del marketing per imprenditori che gestiscono un e-commerce?”

Perché: definire il pubblico aiuta a calibrare contenuti, linguaggio e argomenti.

6. Utilizza esempi, format e modelli esistenti

Non scrivere: “Aiutami a scrivere una vision aziendale.”

Scrivi invece: “Mostrami 5 esempi di vision aziendali di aziende nel settore della sostenibilità e spiegami cosa le rende efficaci.”

Perché: richiedere esempi concreti aiuta a comprendere meglio il concetto e fornisce ispirazione.

7. Chiedi esempi pratici

Non scrivere: “Come posso migliorare la conversione dei clienti?”

Scrivi invece: “Quali strategie pratiche posso adottare per aumentare la fidelizzazione dei clienti nel settore della vendita diretta?”

Perché: le risposte strutturate e ricche di esempi sono più facili da applicare.

8. Struttura il prompt in più fasi e chiedi all’AI di farti domande per raccogliere più informazioni

Non scrivere: “Come posso migliorare la mia strategia di crescita?”

Scrivi invece:

“Prima di suggerire strategie di crescita, quali informazioni dovresti conoscere sulla mia azienda?”

“Fai 5 domande per capire meglio il mio target di clienti prima di elaborare una strategia di marketing.”

“Suddividi la risposta in: analisi degli errori comuni, strategie da implementare e strumenti utili per far crescere una startup nel settore tecnologico.”

Perché: strutturare la risposta in più passaggi aiuta invece a ottenere suggerimenti più precisi e mirati.

9. Continua e affina la ricerca fino a quando serve

Se la risposta non è utile, non accettarla passivamente. Riformula il prompt aggiungendo dettagli o restringendo il campo.

Esempio:

Prima richiesta: “Suggerisci strategie di marketing per una startup nel settore foodtech.” 

Se l’output fornito dall’AI è una risposta generica, continua con una seconda richiesta, più specifica, del tipo:

“Quali strategie di marketing a basso budget funzionano per startup foodtech che vendono direttamente ai consumatori?” 

Quasi sicuramente l’output a questo prompt sarà un risultato più mirato.

Perché: l’AI migliora le risposte con input progressivi sempre più precisi.

10. Usa prompt a catena (chained prompting)

Invece di chiedere tutto in una volta, suddividi la richiesta in più step:

“Quali sono i principali problemi nella fidelizzazione dei clienti nel settore del benessere?”

“Suggerisci strategie specifiche per affrontare questi problemi.”

“Puoi elaborare un esempio pratico per ciascuna strategia?”

Perché: un approccio graduale consente di costruire risposte più dettagliate e pertinenti.

11. Bonus : il metodo iterativo

In una stanza una serie di prompt per l'intelligenza artificiale creano un blocco come se stessero creando qualcosa

Per perfezionare un prompt e ottenere risposte migliori, puoi utilizzare il metodo iterativo: un approccio strategico che parte da una richiesta di base che migliora e si perfeziona step by step. Invece di inserire subito un prompt generico con la speranza di ottenere una risposta utile, questo metodo ti permette di affinare progressivamente la tua richiesta, ottenendo risultati più precisi e pertinenti.

L’idea alla base è semplice: non dare per scontato che ChatGPT sappia esattamente cosa vuoi. Piuttosto, trattalo come un collaboratore che ha bisogno di dettagli chiari per lavorare meglio. Anche in questo caso, provo a fare un esempio pratico.  

Durante la tua interazione con ChatGPT, segui questo percorso e fornisci questa tipologia di  indicazioni.

Formula una richiesta iniziale. Ad esempio: “Suggerisci strategie di marketing per il lancio di un nuovo prodotto.” Questa sarà solo una base di partenza, ma in questa fase è troppo generica per ottenere una risposta veramente utile.

Poi, puoi chiedere a ChatGPT di farti dalle 3 alle 5 domande in merito alla tua richiesta per essere certi che riesca a comprenderla in modo completo

Un buon prompt non si scrive in un colpo solo. Prima di generare la risposta, puoi chiedere, ad esempio: “Prima di suggerire strategie, quali informazioni aggiuntive ti servirebbero per darmi una risposta più accurata?” In questo modo, ChatGPT ti aiuterà a identificare i dettagli mancanti.

Le tue risposte forniranno all’AI dettagli più chiari e specifici, che contribuiranno a generare output mirati e di maggiore valore. 

Ad esempio,  potresti chiarire la richiesta in questo modo:
“Il prodotto è un software gestionale per studi professionali, il budget per il lancio è di 10.000 euro, il target principale sono commercialisti e avvocati.” 

A questo punto puoi riformulare il prompt iniziale, chiedendo a ChatGPT di agire come una o un specialista nella creazione di prompt dettagliati per ChatGPT, basandosi su tutte le informazioni che gli hai fornito:

“Ora agisci come un professionista esperto nella creazione di prompt dettagliati per ChatGPT e genera un nuovo prompt che includa tutte queste informazioni per ottenere una risposta ottimizzata.”

Insomma, puoi chiedere tramite prompt di formulare prompt via via più mirati ed efficaci, in un processo di reiterazione virtuosa che si concluderà soltanto quando la risposta ti soddisferà pienamente. A ogni output dell’AI potrai infatti valutare la sua completezza o se ha bisogno di ulteriori dettagli. (A un certo punto potresti ad esempio chiedere: “Puoi suddividere la risposta in un piano d’azione a breve, medio e lungo termine?”)

Perché usare il metodo Iterativo? Innanzi tutto perché esclude le risposte generiche: ogni passaggio aiuta l’AI a focalizzarsi su ciò che è davvero rilevante. In secondo luogo, perché migliora la qualità delle informazioni: chiedendo all’AI di farti domande, scopri dettagli che potresti non aver considerato. Infine, perché questo metodo semplifica il processo decisionale: un prompt ben costruito ti fa risparmiare tempo (non devi riscrivere da zero ogni richiesta) e rende la risposta più applicabile.

Usare l’intelligenza artificiale per gestire meglio l’intelligenza naturale

Come hai potuto notare ho cercato di condividere consigli mirati soprattutto a chi vuole investire in un progetto digitale o lanciare un brand. A chi magari sta pensando di affidare la progettazione della comunicazione a dei professionisti esterni e vuole arrivare preparato all’appuntamento. 

Faccia di un robot per simboleggiare l'intelligenza artificiale

Questo blog ha spesso un approccio più “maieutico” che didattico ai temi del digitale: in questo caso ci interessava soprattutto invitarti a sperimentare, a mettere le mani in pasta, a utilizzare l’AI per raccogliere spunti utili, fare analisi più intelligenti e ottimizzare il processo di lavoro. Così, quando sarà il momento di collaborare con professionisti veri, avrà già in mano una solida base su cui costruire. Le tue skill saranno utili per instaurare relazioni efficaci e trasparenti con i tuoi fornitori, che siano designer, copywriter, sviluppatori web, ecc. Oppure con una web agency come la nostra, che è in grado di offrirti un pacchetto completo e multidisciplinare! 

Contattaci per una consulenza. Possiamo progettare il tuo sito web o curare la tua comunicazione digitale imparando insieme a “sfruttare” i vantaggi dell’AI generativa. 

Immagine di Anna
Anna
Founder di WAY, esperta di grafica, ux e web design
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