Progettare pensando all’usabilità
Ciao, ti scriviamo mentre nell’ufficio di Way in sottofondo suona Power to the people di John Lennon e Plastic Ono Band.
Quello che oggi ti vogliamo raccontare è decisamente un messaggio meno politico, ma ci sta a cuore nello stesso modo.
Design for the people, nell’accezione di design pensato davvero per aiutare le persone.
Oggi parliamo di persone
Quando progettiamo le brand identity e i siti per i nostri e le nostre clienti, noi pensiamo sempre a una sola cosa: la comprensibilità per chi li guarda e usa.
Un logo non è solo un simbolo che rappresenta i valori dell’azienda. È anche una porta che si apre verso le persone giuste: devono capire che il brand è un luogo sicuro nel quale entrare.
I siti non si progettano solo per raccontare quanto il tuo brand è bravo nel suo lavoro: sono microcosmi complessi che devono avere senso per chi li naviga. Devono essere accattivanti da un punto di vista estetico, ma anche essere semplici da interpretare per muoversi al loro interno in modo facile e senza ostacoli di nessun genere.
È per questo motivo che, quando iniziamo un lavoro, investiamo tantissimo tempo a chiederti come sono i tuoi e le tue clienti. Vogliamo sapere cosa amano dei tuoi prodotti e servizi, cosa apprezzano del tuo modo di fare, della tua storia, del tuo servizio clienti, della tua comunicazione social. Vogliamo sapere se sono donne, uomini, giovani o anziani. Se abitano in paese o in città. Se possono spendere somme ingenti o fanno economia.
Ci piace capire quali sono le loro paure, i loro sogni e le loro aspettative quando hanno dei problemi che sperano di risolvere proprio coi tuoi prodotti o servizi.
Spesso i e le nostr@ clienti restano stupiti e anche un po’ offesi: “Ma come? Non parliamo di me?”. Certo, tu come brand sei importantissimo, sia chiaro, nella misura in cui puoi risolvere problemi alle persone; nella misura in cui sai creare emozioni in chi ti sta davanti.
Fare la differenza è una scelta
Non è facile, ma questo modo di pensare fa tutta la differenza del mondo tra un brand vincente e uno che si perde sullo sfondo.
Con il nostro lavoro in Way camminiamo ogni giorno al fianco dei brand per realizzare questa differenza, con brand identity che colpiscono l’immaginario dei clienti ed evocano sensazioni positive. Con siti così belli da usare che le persone acquistano con piacere e tornano più e più volte.
Quali sono i vantaggi di creare un design basato sulle persone?
Loghi e siti che parlano al e del pubblico (piuttosto che soltanto di te) servono per:
- metterti in relazione con le persone;
- comprendere le necessità degli altri e lavorare per limitare ogni possibile attrito;
- facilitare il percorso che porta le persone dal primo click all’acquisto;
- creare relazioni solide e durature con i tuoi e le tue clienti;
- ottenere loghi e siti che durano nel tempo, perché non sono figli di mode passeggere;
- aiutare concretamente le persone, quando sono online in cerca di soluzioni;
- mostrarsi professionali, contemporanei e autorevoli;
- distinguersi dalla concorrenza.
Molte di queste azioni non vengono considerate, da tanti brand. Si finisce con lo scegliere loghi anonimi, acquistati per pochi euro sui database (che va bene, ci mancherebbe, ma di sicuro non possono fare la differenza), o siti piacevoli da vedere ma totalmente carenti dal punto di vista strategico (un grosso problema, specie se ti serve un e-commerce).
E questo, secondo noi, è davvero un peccato.
Cosa ti consigliamo questo mese
Uno degli ultimi libri che abbiamo acquistato per la libreria di Way è Filosofia del graphic design a cura di Riccardo Falcinelli, per noi una sorta di maestro. Il saggio è edito da Einaudi e il sito recita: “La prima antologia in lingua italiana che raccoglie le idee, le visioni, i manifesti di alcuni dei maggiori protagonisti della grafica del Novecento: artisti, designer e tipografi che si sono dedicati alla riflessione critica dall’interno del proprio mestiere, arrivando ad anticipare molti degli aspetti del mondo attuale”.
In Emotion Driven Design edito da Apogeo e scritto da Valentina Di Michele e Andrea Fiacchi si parla di contenuti testuali e come rendersi comprensibili alle persone, cercando di prestare estrema attenzione alle emozioni che vogliamo generare.
Ultimo libro di oggi: La caffettiera del masochista di Donald Norman, edito da Giunti. È un cult e, come racconta molto bene la quarta di copertina, “spiega al lettore che usare ascensori, cucine, computer, interruttori, scale, lavandini non è un semplice gesto materiale: nella nostra esperienza di utenti convergono aspetti tecnologici, processi cognitivi, comportamenti relazionali, connotazioni estetiche, sensazioni emotive. Il design efficace e a misura d’uomo è quello che sa combinare psicologia e tecnologia”.
Parole per conoscersi è un podcast prodotto da Storytel e scritto da Annamaria Anelli che aiuta a capire quanto le parole sono utili per conoscere a fondo le persone e la loro psiche. 6 puntate piacevolissime da ascoltare mentre si va al lavoro.
Dal blog di WAY
Perché è importante avere un sito aziendale?
Oggi un sito è uno strumento a disposizione dei brand per raggiungere diversi obiettivi di marketing.
È composto da più pagine, è orientato all’utente – che deve trovare la navigazione piacevole e semplice –, è responsive – cioè si adatta a diversi device, dal pc allo smartphone –, è esteticamente d’impatto e può essere corredato da un blog o da un ecommerce.
Com’è un logo che funziona?
Un buon logo è semplice, diretto, non crea confusione, non è composto da tanti elementi. Se ci sono troppe informazioni, il tuo pubblico rischia di perdersi e – cosa anche peggiore – di dimenticarti.