Si può fare un sito con l’AI in soli tre minuti? 

Tempo di lettura

10

minuti

La risposta è sì, ma non è tutto oro quel che luccica! Per quanto possa essere una scelta economica e allettante nel breve termine, non sei tutelatə sul lungo periodo.

Quante volte ti sei imbattutə in un video sponsorizzato dove ti raccontano quanto sia facile e veloce fare un sito con l’AI, che fosse su YouTube o Instagram, sembra che siano ovunque! Il pattern è sempre lo stesso: unə influencer o un video in grafica, l’entusiasmo a mille e un prompt capace di fare magie! Et voilà in meno di un minuto compare un sito completo: minimo sforzo, massima resa e pure a costi contenuti! 

Noi all’inizio ci siamo fermati a guardare questi video anche con curiosità e onestamente non abbiamo troppo da ridire sotto il profilo tecnico: si tratta di una tecnologia che funziona e in alcuni casi genera risultati che azzarderemmo quasi sorprendenti. Il problema infatti non sta nell’AI. Non vogliamo demonizzare questo strumento. Quanto sottolineare il modo in cui si parla e vengono presentati al pubblico i tool di intelligenza artificiale con cui è possibile realizzare dei siti web. 

Come sempre la differenza sta nell’approccio: perchè puntare tutto sull’effetto wow piuttosto che raccontare pazientemente i pro e i contro di questi tool? Lo sappiamo, sono scelte di marketing ed è proprio questa consapevolezza che ci costringe a ragionarci su. Creare un sito con l’intelligenza artificiale appoggiandosi a questa o quella applicazione diventa un modo in più per legare la tua attività online alle scelte di qualcun’altrə. Ovviamente, dietro la questione “estetica” del “vendere una magia” ce n’è una più strutturale che riguarda le logiche di business di queste piattaforme, ma ci arriviamo per gradi. Intanto, ripartiamo dai tool.

tool per realizzare un sito web con l'ai: computer con oggetti da lavoro da carpentiere come metafora

Quali sono i principali tool per realizzare un sito con l’AI?

Prima di imbarcarci in una disamina più profonda vale la pena riconoscere ciò che questi strumenti producono concretamente, perché sebbene non siamo proprio dei filosofi ci rendiamo conto che una critica può reggere solo se parte da un’osservazione onesta. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, insomma.

Il termine “builder” raccoglie sotto un’unica etichetta approcci piuttosto diversi tra loro – negli ultimi mesi abbiamo già affrontato qualcosa di simile parlando di CMS e site builder, confrontando i principali tool sul piano tecnico. Qui però ci interessa riprenderne le due famiglie principali, perché entrambe condividono una logica di funzionamento orientata alla rapidità, calibrata su un mercato che vende velocità.

Wix e Durable

Da una parte ci sono tool come Wix o Durable, che partono da un questionario guidato su: settore di riferimento, informazioni sulla tua attività e pubblico a cui ti vuoi rivolgere. Costruiscono una struttura basata su template intelligenti, con testi generici ma contestualizzati e immagini placeholder coerenti. Secondo noi questi risultati possono essere un buon punto di partenza e hanno il pregio di essere visivamente presentabili.

Lovable

Dall’altra ci sono tool che funzionano in modo più simile a una chat (come Chat GPT o Gemini, per capirci). Lovable è uno di questi: scrivi un prompt in linguaggio naturale (per esempio: “voglio un sito per il mio studio di architettura a Milano, minimal, con portfolio e form di contatto”) e viene generato un codice che poi si può modificare e affinare poco a poco. 

Base44

Base44 parte dalla stessa logica conversazionale, ma va in direzione opposta. È una piattaforma “no code”, cioè pensata per non metterti mai di fronte al codice: tu descrivi cosa vuoi ottenere e l’AI costruisce tutta la parte tecnica (dall’infrastruttura del sito al al sistema di accessi degli utenti) senza tediarti con una singola stringa di codice. Non c’è una fase intermedia in cui apri un editor per rifinire qualcosa: l’unica interfaccia che vedi resta la chat. 

È una differenza sostanziale rispetto a Lovable. Lì il codice esiste e può diventare materiale di lavoro per chi sa metterci le mani. Su Base44 quel livello non viene mai mostrato, neanche se lo cerchi. In gergo lo chiamano “vibe coding”, per descrivere proprio questo tipo di approccio conversazionale alla programmazione assistita dagli agenti AI. 

dito che clicca sulla tastiera per indicare la rapida realizzazione di un sito con l'AI

Cosa puoi ottenere da un builder che genera un sito con l’AI?

Ma detto ciò, cosa possono darti in concreto i builder AI?

  • Un layout responsive di partenza, che si adatta a schermi di dimensioni diverse e una versione mobile-friendly già testata;
  • pagine standard già strutturate (home, chi siamo, contatti, a volte blog o portfolio);
  • un certificato SSL e un dominio di partenza già attivi (di solito un sottodominio del builder, tipo iltuonome.wixsite.com – se vuoi approfondire ne abbiamo parlato anche qui);
  • heading e meta tag inseriti in automatico, cioè gli elementi base che i motori di ricerca leggono per capire di cosa parla una pagina;
  • integrazioni base già configurate, come un modulo contatti che invia email, i collegamenti ai social ed eventualmente Google Analytics o un equivalente;
  • un risultato visivamente neutro ma presentabile.

Ci sono dei vantaggi innegabili nel poter ottenere tutto ciò in modo estremamente rapido. Magari hai appena aperto la partita IVA e ti serve un punto di riferimento online, anche solo embrionale finché non costruisci qualcosa di più tuo. Oppure devi organizzare un evento e hai bisogno di una pagina dove raccogliere iscrizioni e informazioni, sapendo già che fra tre mesi non ti servirà più. In contesti come questi la rapidità conta più della profondità e un sito generato in poco tempo fa esattamente il lavoro che gli stai chiedendo.

Il discorso cambia quando l’obiettivo che sta dietro a un sito fatto con l’AI non è quello di avere un punto di partenza, ma un punto d’arrivo. In questo caso i conti iniziano a non tornare e il rapporto costo-benefici si sbilancia in negativo. 

schermata di risoluzione dei problemi della AI su un sito

Come agisce un site builder AI?

Se gestisci un’attività in proprio hai probabilmente mille cose a cui pensare e un budget da rispettare coscienziosamente. Quello che un builder AI può fare per te in pochi minuti sembra troppo bello per essere vero. E in parte è proprio così: il punto debole non sta nella tecnologia in sé, ma in ciò per cui è stata ottimizzata.

Un builder AI è progettato con il preciso scopo di ridurre al minimo il tempo tra un prompt e il sito pronto da pubblicare. È una scelta legittima, che però ti premia solo se hai bisogno di qualcosa in tempi brevi. Avere tutto e subito però genera un costo nascosto, che grava specialmente sugli obiettivi di branding nel lungo periodo: farsi riconoscere e restare nella memoria di chi ti incontra.

C’è poi un secondo livello, ed è strutturale. Il modello di business delle piattaforme che offrono servizi di web design tramite intelligenza artificiale si reggono su abbonamenti ricorrenti e su ecosistemi integrati che tengono il sito al loro interno. Hosting, dominio, editor, plugin e via dicendo: è tutto sotto lo stesso tetto. È comodo finché tutto fila. Ma è anche il motivo per cui far migrare un sito da una di queste piattaforme è quasi sempre più complicato che ricostruirlo da zero altrove. 

E poi pensaci, il discorso è molto simile a quello sui modelli più comuni di AI generativa come Chat Gpt o Claude: per generare un sito in tre minuti il tool parte da un‘ipotesi statistica. E quindi come sono fatti i siti del tuo settore? Il builder non fa altro che prendere la media dei siti online comparabili e adattarla alle tue richieste. Esattamente come quando chiedi di scrivere un testo. Il risultato è un sito basato sulla tendenza dominante del tuo mercato e in termini di posizionamento non è la scelta più lungimirante. Perché se hai bisogno che qualcunə ti scelga, rischi di finire nello stesso dimenticatoio degli altri dieci risultati di ricerca che fanno più o meno lo stesso lavoro presentandosi in modo molto simile.

statistiche di un sito web

Quello che un sito fatto con l’AI non può prevedere

Ci sono scelte precise che un sito creato con l’AI non può fare al posto tuo, non per limiti tecnici, ma perché entrerebbero in conflitto con la sua stessa ragione d’essere.

La gerarchia della tua offerta reale

Capire se nel tuo caso ha più senso aprire la home con una pagina dedicata a un servizio o con una presa di posizione editoriale dipende anche da chi ti cerca e da cosa lo convince della tua attività. I builder tenderanno a seguire un’organizzazione standardizzata sulla base del settore di riferimento, ma è una decisione che non può basarsi solo su questo.

La palette cromatica e tipografica

Questi tool scelgono font e colori che non stonano, ma non stonare è l’opposto di farsi notare. È un effetto ormai documentato dalla ricerca sui modelli generativi, che tendono a convergere verso output mediamente più simili tra loro man mano che vengono usati su larga scala.

Il tono di voce

Vale lo stesso discorso per le chat “classiche”, il registro linguistico usato nei testi di un sito generato con l’AI saranno corretti dal punto di vista grammaticale, ma privi della tua personalità. Se vuoi un tono diverso da quello che va per la maggiore nel tuo settore, il builder ti riporterà verso la media a ogni riformulazione.

Il percorso di chi atterra sul sito

Cioè l’ordine con cui le informazioni si presentano lungo le pagine. Quando un caso studio anticipa la pagina servizi o quando un prezzo viene mostrato prima di un contatto sono decisioni che hanno effetti molto diversi sulle conversioni e dipendono da come lavori tu, non da come lavora il tuo settore.

Accessibilità

È vero, su questo aspetto i tool AI hanno fatto passi avanti. Producono testi alternativi automatici, applicano contrasti accettabili di default e costruiscono un markup semanticamente corretto. A un primo livello di controllo spesso passano i test tecnici meglio di molti siti custom di qualche anno fa.
Ma il problema è che soddisfano solo parzialmente i criteri di accessibilità. Un testo alternativo automatico descrive cosa c’è in un’immagine, ma non sa dire perché è lì, che ruolo ha e cosa deve comunicare a chi usa uno screen reader. Il contrasto di un pulsante rispetta le soglie accettabili, ma il tool non sa se quel pulsante contiene una call to action decisiva per la pagina o una voce secondaria.

unx/ui backend e frontend come parti che compongono un sito web

Se fai un sito con l’AI, Google lo sa!

C’è molta confusione su come Google tratta i contenuti generati con AI, quindi partiamo dai fatti. Google non penalizza l’AI in quanto tale, lo ha chiarito più volte. Quello che penalizza è la superficialità. Come specificato nelle sue linee guida sull’uso dei contenuti generati dall’IA, l’importante è che il contenuto sia creato per aiutare le persone, indipendentemente dal metodo utilizzato per produrlo.

Ciò che Google contrasta, invece, è la produzione di contenuti mirata esclusivamente a manipolare il ranking, indipendentemente dalla loro utilità o accuratezza. Il parametro chiave che utilizzano si chiama E-E-A-T, sigla che sta per Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness. È il modo in cui Google cerca di capire se dietro a un sito c’è qualcunə che sa di cosa parla o se sta solo riempiendo spazio.

Un sito generato in automatico non ha una vera e propria personalità, dunque è più probabile che non emerga il valore della professionalità che gli sta dietro. Google lo percepisce e lo pesa quando decide se mostrarti nei risultati di ricerca a chi non ti conosce. Nonostante i tool per creare un sito con l’AI producano strutture SEO formalmente corrette. Ancora una volta però dobbiamo ricordare che “formalmente corretto” non equivale necessariamente a “strategicamente efficace”. Un po’ come un curriculum con la grafica giusta e tutti i campi compilati, ma senza esperienze reali dentro. 

Inoltre, il codice generato dall’AI tende a essere pesante, con immagini non ottimizzate e strutture ridondanti, che ovviamente rallentano il sito. E come sappiamo Google tiene in considerazione diversi parametri di esperienza utente nei suoi ranking. Se un sito “su misura” viene generalmente ottimizzato fin dalle fondamenta per rispondere ai Core Web Vitals di Google e garantire così una certa velocità e stabilità, i builder AI invece tendono a sacrificare queste performance in virtù della rapidità di creazione, rendendo il sito meno piacevole per l’utente e meno autorevole per Google.

Il succo è che tutto questo andrà a incidere sul tuo posizionamento, senza che tu abbia voce in capitolo. Il perimetro entro cui puoi muoverti è abbastanza limitato ed è costellato di dipendenze che si sommano. 

mani al computer che effettuano la ricerca di un sito su Google

Se fai un sito con l’AI, fallo consapevolmente

Nell’economia contemporanea il valore non sta più solo nei prodotti, ma nelle piattaforme che li ospitano, li distribuiscono e ne estraggono i dati. Quando affidi la creazione del tuo sito a un tool AI integrato in una piattaforma, non stai semplicemente scegliendo uno strumento. Stai entrando in un ecosistema che ha regole precise che tu accetti silenziosamente (cliccando “accetta” su “Termini e Condizioni” e pagando un abbonamento). E per quanto questi servizi ti vengano proposti con grande entusiasmo, ci sono delle riflessioni che non puoi rimandare se vuoi percorrere questa strada.

Portabilità

Spostare un sito da un builder AI a un’altra piattaforma è quasi sempre un’operazione costosa, perché il codice generato è specifico dell’ambiente in cui è nato. Rinunciare al servizio costa più che continuare a pagarlo, anche quando il servizio cambia, aumenta di prezzo o introduce funzioni di cui non hai bisogno.

Stabilità

Le piattaforme cambiano. Si fondono, vengono acquisite, ridefiniscono i piani tariffari, modificano i termini di servizio, dismettono funzionalità. È proprio ciò che è accaduto a Base44, acquisita da Wix nel 2025. Per chi aveva costruito il proprio sito lì sopra questa notizia ha significato mettersi nelle mani di qualcun altrə e aspettare di sapere cosa sarebbe cambiato.

Il modello AI con cui lavora il builder

Se domani il modello viene aggiornato, lo stesso prompt potrebbe produrre un risultato diverso. O magari il fornitore del modello ne aumenta il prezzo e il costo si scaricherà sul tuo abbonamento. Oppure la piattaforma decide di cambiare partner tecnologico e il sito che hai oggi non sarà più rigenerabile esattamente come l’avevi creato.

E insomma, come avrai intuito ci sono tantissime cose da tenere a mente. Ma detto questo, non è una scelta sbagliata in assoluto. Per certi progetti, in certe fasi, ha persino senso accettare quella dipendenza in cambio della velocità. Il punto è saperlo. Sapere cosa stai accettando e per quanto tempo. Ed essere consapevolə che esiste anche un’alternativa in cui il sito viene progettato ad hoc utilizzando strumenti più aperti.

mani che lavorano al computer per realizzare un sito web

Un sito realizzato con l’AI fa per te?

Per qualche progetto la risposta è sì e va benissimo così. Per altri è un sì detto un po’ troppo in fretta, magari perché il preventivo di un sito classico non aveva le cifre che speravi.

Il punto è che tra fare in fretta e fare bene, ha sempre più senso la seconda opzione. Anche se ci vuole più tempo o un investimento maggiore. Chi promuove i builder AI è abbastanza reticente su questo. D’altronde un sito progettato “alla vecchia maniera” è una spesa che si ripaga poco a poco, mentre un sito generato in pochi minuti ha un costo che sembra sostenibile nell’immediato, ma svantaggioso sul lungo periodo.Se senti che il tuo progetto merita tempo e attenzione, scrivici e proviamo a capire insieme da dove cominciare!

Immagine di Anna
Anna
Founder di WAY, esperta di grafica, ux e web design
parliamo di

ti è piaciuto il post?

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbero interessarti

La GEO dipende da come è costruito un sito, prima che dai contenuti. Ed ecco perché l'accessibilità ti aiuta a farti trovare e citare dall'AI!
Un sito trascurato comunica qualcosa di te, anche se i tuoi servizi sono eccellenti. Anche la manutenzione del sito web è una scelta di brand.
Quanto tempo serve per fare un sito web? La risposta può dipendere anche da te: scopri cosa influenza davvero i tempi di consegna di un sito!

Alessandro +39 339 579 29 34
Anna +39 338 677 29 27
info@waywebagency.com
comunicazioni@pec.waywebagency.com

©2026 WAY | web agency. Tutti i diritti riservati. WAY s.r.l. Sede legale via di Macchia Saponara, 48 – 00125 Roma

CF/P.IVA 13351091007 | Rea RM – 1440712 | Cap. Soc. 10.000 | Privacy policy – Cookie policy