Scopri come il design UX può rivoluzionare il tuo e-commerce
Ciao, è sabato sera e ti aspetta una festa a casa di amici: arrivi e ciò che trovi è una stanza buia e disorganizzata, con musica assordante e persone che sembrano distanti e poco interessate alla tua presenza. Vorresti bere qualcosa di analcolico, ma su un mobiletto trovi solo birre calde. Ti aspettavi una torta, e invece c’è solo un vassoio con pochi salatini piuttosto scadenti. Ti senti spaesat* e frustrat* e non puoi fare a meno di chiederti: “ma che ci faccio qui?”.
Ecco, puoi prendere questa breve descrizione comeesempio di una pessima user experience. Prova a pensare alla user experience come all’arte di organizzare una festa, che dovrà essere coinvolgente, piacevole e memorabile per tutti gli ospiti.
Ora fai un salto dalla festa all’e-commerce del tuo sito web: anche nel mondo digitale la prima impressione è fondamentale. Gli ospiti si trasformano in utenti (e potenziali clienti), ma poco cambia. Lo scopo? Non farli scappare!
Ogni dettaglio, dalla pagina prodotto alla pagina di checkout, dovrà infatti essere progettato con un unico obiettivo: creare un’esperienza che non solo attiri, ma faccia restare il più a lungo possibile gli utenti all’interno del sito.
È proprio qui che il design UX – un tema che abbiamo a cuore e che abbiamo trattato in un nostro post del blog – diventa il protagonista del tuo e-commerce, trasformando semplici visite in percorsi d’acquisto soddisfacenti.

I fantastici quattro
Nel mondo digitale, l’UX di un sito e-commerce non è solo una questione di estetica, ma un pilastro fondamentale che sostiene l’intera strategia di vendita online. Vediamo quali sono i 4 principi cardine dell’UX design che ogni e-commerce dovrebbe adottare:
- Semplicità: in un e-commerce, la semplicità è sinonimo di efficacia. Gli utenti dovrebbero poter navigare facilmente nel sito, trovare immediatamente ciò che cercano e compiere azioni senza inutili complicazioni. Ok, ma in pratica cosa significa? Bisogna puntare a layout puliti, poche categorie logichedi prodotti o servizi, un linguaggio chiaro e diretto e il minor numero possibile di passaggi tra le pagine. Meno clic l’utente deve fare per arrivare a ciò che desidera, maggiore sarà la probabilità di conversione.
- Intuitività: un design intuitivo guida gli utenti attraverso il sito in modo naturale e fluido. Elementi come il carrello della spesa, le informazioni sui prodotti e le Call to Action (come “Aggiungi al carrello” o “Acquista ora”) devono essere posizionati in modo logico e coerente in tutte le pagine in cui l’offerta è la protagonista. L’obiettivo è ridurre il tempo di apprendimento e la frustrazione di chi naviga.
Ricorda sempre che non tutti gli utenti sono nativi digitali, e che i processi di acquisto nel web sono piuttosto convenzionali: non è necessario inventare niente di nuovo, se non far restare il cliente all’interno della carreggiata e consentirgli di viaggiare a velocità spedite. - Velocità: non è mai simpatico aspettare la metro per più di 10 minuti. Sul web puoi paragonare quei 10 minuti a 10 secondi. Se apri una pagina e provi a contare fino a 10, in attesa che tutti gli elementi visivi e testuali siano caricati, allora hai capito di cosa stiamo parlando. Un ritardo di anche pochi secondi può portare a un significativo aumento dell’abbandono del carrello. Come fare? Ottimizzare le immagini, utilizzare una rete di distribuzione dei contenuti (CDN) e minimizzare il codice JavaScript e CSS sono solo alcuni dei modi per garantire che le pagine si carichino più rapidamente.
- Rassicurazione: perché non chiedere ogni tanto all’utente se è sicuro di quello che sta facendo? Incorporare nel design elementi di feedback e rassicurazione aiuta a costruire fiducia con l’utente. Puoi, ad esempio, chiedere conferma a procedere con l’inserimento di un altro articolo nel carrello o fornire informazioni extra legate alle spedizioni. Le interazioni di questo tipo rafforzeranno la sensazione che l’utente abbia il controllo della situazione e che il sito sia affidabile e sicuro.

Il cuore pulsante dell’e-commerce
L’acquisto parte inevitabilmente dalle pagine prodotto. Qui, ogni dettaglio conta: dalle foto (nota bene: plurale)in alta definizione, capaci di mostrare il prodotto sotto ogni angolazione, ai testi descrittivi, chiari ma completi, che ne evidenziano caratteristiche e benefici. Ma si può fare ancora di più: quante volte hai acquistato un prodotto su Amazon in base a lunghe recensioni positive degli acquirenti? Integrare le recensioni all’interno della pagina di un prodotto è una mossa astuta per dissipare dubbi e stimolare l’acquisto.
E poi ancora, perché non inserire delle FAQ, le famose Frequently Asked Questions, per rendere ancora più chiare caratteristiche e utilità di ciò che si vende? Dettaglio e qualità sono dunque le due parole chiave da non dimenticare per strutturare al meglio una pagina prodotto.
Per farti un esempio, ti vogliamo mostrare un e-commerce a cui abbiamo lavorato in ottica UX. Il brand artigianale in questione si chiama Palamenga e produce organizer multiuso molto colorati e fatti a mano.

Se dai un’occhiata alle schede dei loro QuattroQuarti, noterai una grande quantità di informazioni sulla manifattura e sulla manutenzione degli organizer, compresa la sezione delle recensioni. Le foto sono curate e trovi anche video che ti mostrano il prodotto da più angolazioni. I tempi di realizzazione e le modalità di spedizione sono sempre ben specificate: potrai scegliere il tipo di confezione e se ritirare il tuo acquisto in negozio o riceverlo a casa.
Inoltre, prima di inserire il prodotto nel carrello, vedrai che potrai acquistarlo anche pagandolo a rete. Un ottimo incentivo a proseguire, non credi?
Il momento della verità
Eccoci all’ultima tappa del processo di acquisto online: il checkout. Questa fase dovrebbe essere il più lineare e trasparente possibile. Sorprese dell’ultimo minuto, come la richiesta di registrarsi al sito, spese aggiuntive o tempi di consegna inaspettatamente diversi da quelli promessi inizialmente, porteranno l’utente a dirti goodbye. E allora come perfezionare il completamento di quest’ultima fase cruciale? Vediamo qualche punto fondamentale.
- Trasparenza delle politiche di acquisto: gli utenti devono poter accedere facilmente a dettagli come costi di spedizione, tasse, tempi di consegna e politiche di reso direttamente dalla pagina di checkout.
- Opzioni multiple di pagamento: il mondo è bello perché è vario, lo sappiamo. Alcuni clienti potrebbero preferire i tradizionali metodi di pagamento con carta di credito, mentre altri potrebbero puntare a soluzioni digitali come PayPal, Apple Pay o Google Pay.
- Riduzione degli ostacoli: come già suggerito, è bene evitare il più possibile registrazioni obbligatorie e ridurre il numero di campi obbligatori da compilare per finalizzare l’acquisto.
- Sicurezza e affidabilità: la sicurezza è una preoccupazione primaria per gli utenti che effettuano acquisti online. Stiamo parlando di protocolli di sicurezza aggiornati, elementi visivi come lucchetti, sigilli di sicurezza e protezione dati, dichiarazioni sulla privacy. Sono tutti elementi in grado di rafforzare nel potenziale cliente la percezione di un ambiente di acquisto sicuro.

Serve una mano?
Se vivi l’incubo del carrello abbandonato e vuoi ottimizzare il tuo e-commerce per una UX ineccepibile, Way è a tua disposizione. Dal design intuitivo delle pagine prodotto al perfezionamento del processo di checkout, siamo qui per aiutarti a superare le aspettative dei tuoi clientie a incrementare le vendite.
Contattaci per scoprire come possiamo trasformare i tuoi visitatori in clienti fedeli!
Consigli del mese
Dato che abbiamo menzionato più volte il carrello, ti suggeriamo la lettura di un caposaldo del marketing: in Svuota il carrello. Il marketing spiegato benissimo Gianluca Diegoli, tra le altre cose, racconta molto delle abitudini dei consumatori. Lo fa con ironia e tanti aneddoti leggeri e divertenti, utili per comprendere meglio strategie e dinamiche commerciali.
A proposito di colossi dell’e-commerce: negli ultimi mesi Temu e Shein hanno preso piede non solo all’interno del mercato cinese, ma sono approdati anche in occidente grazie a prezzi davvero competitivi. Lo scorso dicembre Temu ha fatto causa a Shein e si discute molto sulla trasparenza e sugli aspetti etici delle due piattaforme. Se l’argomento può interessarti, ti segnaliamo questo post di Wired.
Un po’ fuori tema, ma male non fa: qualche giorno fa è uscito un podcast gratuito de Il post che si chiama In soldoni. L’autrice Mariasole Lisciandro parla di lavoro autonomo, partita IVA e tasse(quelle che, inesorabilmente, incidono sul prezzo finale dei tuoi prodotti o servizi) con chiarezza e competenza.
Le ultime dal blog di Way
Call to Action efficaci: una guida per trasformare l’utente in cliente.
Il percorso che porta l’utente dalla home page alla pagina finale di checkout deve essere fluido e possibilmente breve. Oltre a progettare un e-commerce a prova di bomba, è bene che anche le Call to Action di un sito siano funzionali e ben strutturate, sia da un punto di vista testuale sia da quello prettamente grafico.
Nell’ultimo post del blog di Way ti facciamo tanti esempi di Call to Action che funzionano e convertono e ti elenchiamo tutte le variabili grafiche che un buon designer deve conoscere per creare il bottone perfetto.